Autoironia: Come Imparare a Ridere di Se Stessi

“Beato chi sa ridere di se stesso, perché non finirà mai di divertirsi”

Sant’Agostino

Per scrivere questo articolo sull’autoironia ho preso spunto da un episodio che mi è accaduto qualche giorno fa. Mentre stavo passeggiando per strada un signore anziano davanti a me inciampò e cadde a terra così mi precipitai subito ad aiutarlo a rialzarsi chiedendogli se si era fatto male. Il signore, più o meno sulla settantina, mi guardò e con un sorriso rispose “Signorina sto bene, sto bene! Sapete..ho una certa età e non ci vedo molto bene, così sono andato a terra per vedere come era fatto il marciapiede più da vicino!”.

All’inizio rimasi un po’ spiazzata dalla sua insolita e gioiosa reazione ma poi cominciammo a ridere insieme. E’ incredibile come quel signore era riuscito a vedere il lato comico della situazione e a ridere di se stesso (e del suo difetto visivo) suscitando, contemporaneamente, la mia simpatia; la sua caduta a terra, che per molti avrebbe rappresentato un motivo di imbarazzo, fu per lui un’occasione di divertimento.

Questo episodio mi ha fatto notare due cose: una che la maggior parte delle persone ha la capacità di ridere degli altri ma davvero pochi sanno ridere di se stessi e l’altra che in alcune situazioni una bella risata (anche solo interiore) può aiutare a vivere un determinato evento in modo più sereno e leggero.

Vivere la vita con più leggerezza e soprattutto imparare a ridere di se stessi attraverso una buona dose di autoironia ha degli enormi vantaggi per esempio:

– Una persona che sa ridere di se stessa dimostra di essere anche una persona matura ed intelligente perché libera dal peso dei giudizi altrui, perché ha imparato a non mettere al centro di tutto il proprio ego e perché sa come capovolgere una situazione drammatica cogliendone il lato umoristico;

– Grazie all’autoironia in un certo senso siamo in grado di “anticipare” ed “esorcizzare” una situazione che altrimenti può rivelarsi spiacevole ed imbarazzante, con una sana risata, infatti, possiamo prevenire o neutralizzare all’istante una critica, una provocazione o una brutta figura;

– L’autoironia è sinonimo di accettazione, fare leva sui propri difetti o paure e riderci su può aiutare molto a renderle meno drammatiche di come possono sembrare e in un certo senso ci aiuta anche ad accettarle;

– Se siamo i primi a ridere di noi stessi, quando sentiremo qualcuno che ride di noi non ci darà alcun fastidio, ma solo piacere nell’aver contribuito a suscitare ilarità nell’altra persona;

– L’autoironia ci aiuta a relazionarci meglio con gli altri, perché se dimostriamo di essere aperti di fronte ad eventuali critiche o opinioni negative nei nostri confronti, chi ci sta accanto si sentirà libero di esprimere la propria opinione senza doversi preoccupare di offenderci;

– Solo imparando a ridere e a giocare su se stessi, si potrà giocare in totale serenità ed armonia anche con gli altri.

Ma perché non riesco a ridere di me stesso?

Questo succede perché spesso siamo troppo severi e rigidi nei nostri confronti, non ci concediamo mai la possibilità di sbagliare e se ci capita di fare un errore ci colpevolizziamo perché abbiamo fallito nel tentativo (illusorio) di essere perfetti. In pratica non riusciamo a ridere di noi stessi perché inconsciamente diamo troppa importanza al nostro ego, ci mettiamo al centro del mondo pensando che l’attenzione di tutti sia concentrata solo su di noi e sui nostri difetti per cui dobbiamo a tutti i costi dimostrare la nostra perfezione e questo ci porta a sentirci feriti ogni qualvolta siamo sottoposti ad una critica o a sentirci in colpa per non essere come gli altri vorrebbero.

Un altro motivo per cui molte persone non riescono a ridere di se stesse è perché si sentono, a volte anche senza rendersene conto, in costante competizione con gli altri, cosicché nel momento in cui avvertono la sensazione di essere “attaccati” (e quindi con la probabilità di perdere la battaglia) reagiscono a loro volta con un attacco che può essere mettere il muso, arrabbiarsi, offendere o con un atteggiamento di difesa diventando troppo seri e chiudendosi in se stessi. Ma è proprio in questi casi che una dose di autoironia accompagnata da una bella e sincera risata neutralizzano “il nemico” facendolo diventare nostro complice.

Molte persone non riescono a ridere di se stesse anche perché non si amano e non si accettano abbastanza (leggi anche 10 consigli per amare se stessi), in questo modo tendono a nascondere i propri difetti, i limiti e le paure e nel momento in cui queste vengono portate alla luce si sentono umiliati e ridicolizzati sempre perché non sono riusciti a raggiungere il loro ideale di perfezione.

Come posso avere più autoironia?

Innanzitutto bisogna capire che un atteggiamento troppo serio nei propri confronti non porta alcun vantaggio né a se stessi né agli altri, scegliere invece di reagire in maniera positiva cambia notevolmente la percezione e la direzione di un determinato evento.

Molto spesso capita che quando ci troviamo al centro di una critica o di una provocazione, la prima cosa che facciamo è quella di offenderci all’istante o di arrabbiarci perché la percepiamo automaticamente come un attacco al nostro ego; quello che dobbiamo fare in questi casi, invece, è cercare di mettere da parte il nostro Io e cogliere l’aspetto comico ed umoristico che si cela dietro questo tipo di situazione, non è detto infatti che una critica debba essere per forza una cosa negativa, dipende da che punto di vista la guardiamo.

A questo proposito voglio riportare un esempio preso dalla mia esperienza personale: mi capita spesso che qualcuno sottolinei il fatto che alla mia età io abbia ancora un po’ di acne, all’inizio questa cosa mi creava un enorme fastidio, ma con il tempo ho imparato a reagire diversamente, ho accettato di avere questo “problema” e a riderci su, tant’è che alle battute rispondo sempre serenamente: “e che vuoi farci..è l’adolescenza”! In questo modo non solo mi sento meglio, ma la situazione all’apparenza imbarazzante si trasforma in una bella risata collettiva e nessuno fa più caso alla mia imperfezione.

Un’altra cosa importante è non pretendere troppo da se stessi e non porsi eccessive aspettative, concediamoci la possibilità di non essere perfetti, anche se gli altri vorrebbero che lo fossimo, di sbagliare come fanno tutti gli altri esseri umani, e di avere come tutti dei difetti e delle paure. Se cominciamo a condividere scherzosamente con gli altri le nostre imperfezioni, queste poco a poco verranno ridimensionate.

Per diventare più autoironici cerchiamo di sostituire una reazione negativa come l’imbarazzo, l’ira, la permalosità, l’umiliazione con una risata nel momento in cui sentiamo che uno di questi stati d’animo sta prendendo piede dentro di noi, infatti la gioiosità e uno stato d’animo negativo si escludono a vicenda, tocca solo a noi scegliere quali tra i due vogliamo adottare.

Ridere di se stessi non deve essere un atto forzato, non basta mostrare i denti per dire che si sta ridendo e casomai dentro di noi si sta scatenando un putiferio. Se davvero abbiamo capito che non c’è davvero nulla per cui vale la pena restare seri, rabbiosi, rancorosi, imbarazzati e continuare a colpevolizzarsi allora in ogni occasione reagire con autoironia ci verrà spontaneo e naturale.

9 commenti su “Autoironia: Come Imparare a Ridere di Se Stessi

  1. Giuliana

    Che bello e che vero, questo articolo!
    L’autoironia è l’arma più potente che abbiamo a disposizione e che nulla può sconfiggere.

    Io un tempo ero abbastanza permalosa e mi offendevo alla minima osservazione; poi, circa 14 anni fa, ho conosciuto il mio attuale compagno, un tipo scherzoso con la battuta facile. I primi tempi erano pianti e litigate, perchè lui spesso mi prendeva in giro scherzando e io continuavo a rimanerci male e a non cogliere il lato buffo della situazione. Prima mi sono abituata, poi sono riuscita a trovare la cosa divertente, dopo ancora ho iniziato anch’io a prendere in giro lui, e infine oggi ho imparato a farlo anche con me stessa, ridendo di gusto dei miei difetti e delle mie imperfezioni.

    Non c’è nulla di più leggero e liberatorio, e – come dimostra la mia storia – anche se non si nasce con questa capacità, autoironici lo si può tranquillamente diventare :)
    Certo, capita ancora che la battuta sbagliata al momento sbagliato mi faccia rimanere male, un po’ perchè sono sensibile e un po’ perchè tendo ad essere perfezionista, ma la maggior parte delle volte rido e sorrido di gusto, e sono convinta che con il tempo potrò migliorare ancora. Viva i difetti e le imperfezioni!

    P.S. Detto tra noi, ho il collo corto, un brutto mento, le spalle cascanti e anch’io ho un po’ di acne tardiva, ma che non si sappia in giro 😉 Ehehehe

    1. Ida Post author

      Bella Giuliana! Ogni giorno è un’occasione nuova per migliorarsi e vedo con piacere che tu lo fai continuamente, sei davvero da ammirare..Certo i difetti li abbiamo tutti, per fortuna, alcuni si possono migliorare ma altri, come quelli di natura fisica, sono una parte di noi e alcune volte sono anche un nostro segno distintivo. Acne? Ma allora anche tu sei una giovincella! :) Bacioni

  2. topinapigmy

    Sei sempre magnifica Ida, ti leggo sempre molto volentieri. Complimenti per tutto, per questo bellissimo post, e per il tuo modo di vivere che avevo letto tempo fa ma non potevo commentarti perchè non ricordavo che indirizzo mail dovevo scrivere! (guarda, lascia stare, sono una frana con il pc!) …. a proposito dell’autoironia! Un bacione grande Ida.

    1. Ida Post author

      Grazie cara Topina, i tuoi complimenti mi fanno sempre davvero un gran piacere. Tranquilla, conosco gente che alla mia età non sà nemmeno come si accende un pc :) Ricambio il bacione e aggiungo un abbraccio, Ida.

  3. Gianluca

    Ciao Ida,
    Davvero un’articolo interessante. Io credo che essere autoironici sia uno dei metodi più efficaci per migliorarsi. Solitamente chi è autoironico è anche molto più flessibile nell’adattarsi,rispetto agli altri, in certe situazioni.
    Molte persone invece credono che l’autoironia sia una forma come un’altra per “fregarsene” delle critiche che riceviamo, ma questo ovviamente non è affatto vero. Solitamente chi possiede questa qualità riesce a vivere molto più serenamente con se stesso e arrivare a trovare soluzioni costruttive lì dove altri non riescono.
    Il fatto è che chi è troppo rigido verso se stesso, spesso ha serie difficoltà a gestire le situazioni e le critiche provenienti dall’esterno. Essere ironici non solo aiuta a stare meglio con se stessi e con gli altri, ma anche anche migliorare la propria personalità proprio sulla base delle critiche che si riceve.
    Ridere di sè è una grande attidudine che non tutti riescono a coltivare, e senz’altro è un metodo efficace per migliorare continuamente il proprio stile e tenere di vita.

    Ps. Molto bella la frase iniziale che hai usato, come molto bello è l’articolo che hai scritto.

    Un saluto

    Gianluca

    1. Ida Post author

      Ciao Gianluca,
      sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto, è un argomento al quale tengo molto perché anche io fino a poco tempo fa ero fin troppo rigida nei miei confronti, finchè ho scoperto e coltivato questa fantastica dote, che è appunto l’autoironia, che mi ha “salvata” da molte situazioni.
      E’ vero spesso si tende a confondere l’autoironia con il menefreghismo e la superficialità ma io credo, al contrario, che sia solo un’assoluta dimostrazione di autostima e di apertura mentale.
      Per esperienza personale posso dire che l’attitudine a ridere di se stessi la possono sviluppare tutti, a piccoli passi, stando attenti a non cadere però nell’ostentazione e nel ridicolo. Una risata spontanea o forzata si riconosce subito.

      p.s: Solo per curiosità: la frase iniziale è tratta da un testo più lungo intitolato “Beatitudini del nostro tempo”, sull’autore non ci sono fonti certe, alcuni l’attribuiscono a Sant’Agostino altri invece ad autore anonimo , comunque se ti è piaciuta la frase ti invito a leggere il testo intero perché è molto bello, lo trovi sul web.

      Un saluto affettuoso, Ida.

  4. Adele

    L’articolo mi è piaciuto tanto, anche se purtroppo io trovo difficile ridere di me stessa. Durante l’infanzia e l’adolescenza sono stata umiliata e presa in giro e ormai la risata per me è “cattiva”. Se qualcuno ride e sottolinea un mio difetto mi sento male, penso che sia un modo per deridermi e per allontanarmi perchè non mi accetta. Vorrei essere perfetta e amata da tutti, invece mi ritrovo sola e piena di difetti.
    Comunque grazie per l’articolo, mi fa pensare. Spero di trovare una soluzione e smettere di soffrire.

  5. stefano

    Articolo ben strutturato devo dire. E’proprio vero che se si è autoironici si tende a lasciar stare le lamentele, le frignate, la rabbia..e si vive molto più serenamente..con la testa libera. A me avevano appropriato dei soprannomi che non digerivo alcuni anni fa, mentre poi ho cercato di vedere il rovescio positivo della medaglia e quando ci ripenso mi vien da ridere con gli stessi che mi prendevano in giro perchè era in effetti la verità :) .. però vedendola dal lato “buono” fa tutto un altro effetto.

    complimenti a chi ha scritto questo bell’articolo.
    ciao

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