Cosa Significa Amare Se Stessi?

Amare sè stessi è l’inizio di un idillio che  dura tutta la vita

Oscar Wilde

Cosa significa amare se stessi? E come si fa?

L’amore verso la propria persona è un argomento che sta  a cuore a tanta gente e queste domande ce le siamo poste un po’ tutti, forse perché nel nostro inconscio sentiamo che molti dei nostri problemi derivano dal fatto che non ci amiamo abbastanza.

E’ vero, quando sentiamo di avere dei problemi, soprattutto nelle relazioni con gli altri, quando ci sentiamo incompresi, isolati, bloccati o abbiamo paura di mostrare la nostra vera natura è perché abbiamo in realtà un unico e grande problema: non ci amiamo.

Ma in realtà cosa significa amare se stessi?

Per prima cosa bisogna capire che amare se stessi non vuol dire sbandierare a tutti quanto siamo belli, bravi, capaci e intelligenti; non vuol dire sentirci superiori agli altri e farlo notare in tutti modi possibili. Questo non è amarsi ma, al contrario, dimostra un segno di debolezza, perché così facendo stiamo cercando l’approvazione e l’attenzione altrui.

Chi si ama non ha bisogno di farlo vedere e di vantarsene cercando negli altri una conferma del proprio valore.

Amarsi vuol dire riconoscere il proprio valore

Amare se stessi vuol dire proprio questo, essere consapevoli di avere un valore che niente e nessuno può alterare o sminuire. Non c’è bisogno, quindi, di convincere gli altri del nostro valore, l’importante è accettarsi interiormente indipendentemente dalle opinioni esterne.

La famosa frase “perché io valgo”, al di là della pubblicità, vuole trasmettere proprio questo messaggio. Io esisto, io vivo in questo mondo e come tutti gli altri esseri viventi ho un valore; un valore che riconosco, che coltivo e che difendo in ogni momento della mia vita.

Il problema è che non tutti sono consapevoli di avere questo valore per cui c’è gente priva di amor proprio che pensa di non meritare nulla dalla vita; o c’è qualcuno convinto che il proprio valore sia inferiore a quello degli altri; queste convinzioni, nel tempo, generano meccanismi psicologici che portano a complessi di inferiorità, al vittimismo, ai sensi di colpa ecc ecc fino ad arrivare ad un odio profondo verso sé stessi.

A volte succede che tendiamo a misurare il nostro valore attraverso le opinioni che gli altri hanno di noi; per cui capita che le critiche ci danno fastidio perché ci fanno sentire “sminuiti” e non apprezzati e, al contrario, che un elogio ci fa salire al settimo cielo. In realtà chi ama veramente sé stesso, non lascia che i pareri esterni influenzino la percezione che ha di sé perché è consapevole di ciò che è e di ciò che vale

Un’altra cosa sbagliata è quella di misurare il proprio valore personale sulla base dei risultati e dei rendimenti ottenuti quando si intraprende qualcosa. Così ad esempio se un progetto fallisce, se perdiamo il lavoro oppure se non riteniamo di aver svolto bene un compito la prima cosa che facciamo è dare la colpa a noi stessi pensando di essere privi di valore o di non valere abbastanza.

La persona che nutre amor proprio è in grado di scindere il suo valore intrinseco dai fallimenti o dai successi che ottiene e di non confondere sé stesso con le sue attività esterne.

Quando avremo eliminato questa confusione tra valore personale, opinioni ed approvazione altrui ed esiti delle nostre azioni saremo in grado di provare più amore verso noi stessi.

La verità è che tutti noi, grandi-piccoli, alti-bassi, grassi-magri, uomini-donne abbiamo lo stesso e identico valore; di questo dobbiamo prenderne atto perché è il primo passo per cominciare ad amarsi di più.

Tutti noi abbiamo lo stesso diritto di stare al mondo.. .perché c’è un posto al sole per tutti!

Amarsi vuol dire accettarsi per ciò che si è

Accettare sé stessi significa esprimere la propria personalità liberamente e senza temere e farsi influenzare dal giudizio altrui. E’ importante, quindi, non fare qualcosa o comportarsi in certo modo solo perché gli altri vorrebbero così; in questo modo stiamo rifiutando ciò che siamo realmente, nascondendoci dietro comportamenti falsi che non ci appartengono.

Lo stesso vale quando cerchiamo di imitare qualcuno, il suo modo di fare o le sue scelte perché vediamo che sembra essere apprezzato più di noi. La nostra personalità è unica; certo, può capitare di avere lo stesso pensiero di un’altra persona o agire allo stesso modo di altri, ma è un errore cercare di falsificare il nostro vero essere per diventare la fotocopia di qualcun altro.

Accettiamoci, dunque, per quello che siamo, esprimendo sempre liberamente il nostro pensiero, così facendo diamo anche a chi ci sta accanto la possibilità di fare lo stesso. Se accettiamo noi stessi, anche gli altri ci accetteranno per quello che siamo.

Attenzione però, accettarsi non significa rassegnarsi! Non bisogna pensare: “io sono fatto così, non ho niente di buono, ma mi accetto lo stesso!” No, accettarsi vuol dire prendere consapevolezza dei propri pregi, delle proprie capacità e anche dei propri limiti e difetti e cercare sempre di migliorarsi.

L’accettazione è un atto di comprensione, amorevolezza e accoglienza della propria personalità in tutte le sue sfumature; riconosciamo, quindi, le nostre doti e cerchiamo di esaltarle, ma riconosciamo anche i nostri lati “negativi”, ciò che di noi vorremmo cambiare e proviamo a migliorarli.

Amarsi vuol dire rispettarsi

Il rispetto per sé stessi è un gesto assolutamente necessario che tutti dobbiamo adottare nei nostri confronti perchè ci permette di stare bene con noi stessi. Rispettarsi vuol dire scegliere sempre ciò che riteniamo giusto per il nostro benessere fisico ed emotivo. Questo significa non fare mai qualcosa che possa andare contro di noi, contro il nostro corpo, contro la nostra stabilità emotiva, contro i nostri valori e principi e, quindi, in generale contro la nostra personalità.

Una persona che rispetta sé stessa, e che quindi si ama, effettua anche le più piccole scelte mettendo al primo posto il proprio benessere; ciò non significa essere egoisti, in quanto ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di scegliere ciò che più lo fa stare bene.

Molto spesso ci troviamo a fare qualcosa contro la nostra volontà o perché non riusciamo a dire di No oppure perché vogliamo compiacere qualcuno temendo un giudizio negativo su di noi. In entrambi i casi non ci stiamo rispettando, perché mettiamo in secondo piano il nostro benessere. Lo stesso vale anche per la negligenza nei confronti della propria salute; il fumo, l’alcool e tutto ciò che nuoce all’organismo sono gesti che dimostrano una forte mancanza di rispetto verso sé stessi e, conseguentemente, anche verso chi ci sta intorno.

Amarsi vuol dire stimarsi

La stima di sé è legata al modo in cui ciascuno vede, percepisce e giudica sé stesso; in pratica riguarda l’idea che ci facciamo di noi stessi e delle nostre capacità. Ognuno di noi forma il proprio concetto di sé sin da bambino; il tempo e le esperienze lo modificano durante la crescita. Quindi la stima di sé dipende anche molto dalle esperienze dell’infanzia e dalla fiducia nelle personali capacità che abbiamo acquisito nel tempo.

Amarsi significa avere un alto concetto di sé e credere, allo stesso tempo, nelle proprie capacità. Il concetto di sé si forma anche attraverso le opinioni esterne che funzionano come uno specchio nel quale ci vediamo riflessi; quindi spesso giudichiamo noi stessi in base a ciò che gli altri pensano di noi.

Chi ha una bassa autostima, e conseguentemente scarso amor proprio, non ha fiducia in sé stesso e teme costantemente di compiere azioni che posso essere giudicate negativamente dagli altri. Succede, così, che si ha una continua paura di sbagliare nell’esprimere i propri punti di vista o nel fare delle scelte temendo di non essere accettati. L’amore per sé stessi, al contrario, si manifesta quando, abbiamo costruito un’idea positiva della nostra personalità per cui non abbiamo paura di mostraci per quello che siamo.

La stima di sé ci aiuta ad affrontare al meglio tutte le circostanze in cui veniamo a contatto con gli altri come ad esempio un colloquio di lavoro oppure la conoscenza di nuove persone, perché in questi casi siamo consapevoli delle nostre capacità e non temiamo di essere giudicati negativamente; oppure, di fronte ad una critica, reagiamo in modo positivo avendo alla base una forte stima nei nostri confronti.

L’amore verso sé stessi, insomma, è il punto da cui dobbiamo partire per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri e per affrontare tutti quei problemi che ci fanno sentire bloccati, insicuri e paurosi.

Riconoscere di non amarsi abbastanza è già un inizio, ma ci sono tante altre cose che possiamo fare per innamorarci di noi stessi. Qui trovi 10 consigli da mettere in pratica per cominciare ad amarti di più: 10 Consigli per Amare Se Stessi.

17 commenti su “Cosa Significa Amare Se Stessi?

  1. Gianluca

    Ciao Ida,
    hai mai sentito qualcuno dire:

    “Non ho uno scopo nella mia vita… mi sento una nullità!” ???

    Come si fa ad avere uno scopo quando parti già dal presupposto che sei una nullità?

    Se una persona non impara a VALORIZZARE SE STESSA non potrà mai trovare il proprio obiettivo di vita.

    Vedi, voglio raccontare a te e a tutti gli altri amici un po’ della mia esperienza personale, perché credo che possa AIUTARE molte persone che leggono il tuo fantastico blog:

    Fino a qualche anno fa, mi vantavo molto di quel poco che avevo, mi sentivo superiore, pensavo che nessuno potesse competere con me…

    ma Il FATTO VERO era soltanto uno:

    ERO TRISTE DI QUELLO CHE ERO E AVEVO BISOGNO DI MOSTRARE AGLI ALTRI QUELLO CHE VOLEVO VEDESSERO DI ME!

    Ho toccato il fondo molto spesso, ho sperimentato la droga, l’alcool, la rabbia profonda, l’odio verso gli altri, il disprezzo per me stesso e tante cose brutte che esistono in questo mondo.

    Poi quel giorno qualcosa di GRANDE E FORTE è successo dentro di me…

    Mentre ero sull’autobus per tornare a casa, salì il barbone di zona zuppo fradicio dalla pioggia che a mala pena riusciva a sostenersi con le sue gambe. Mi venne vicino e si sedette proprio vicino a me.. iniziò a conversare, a raccontarmi la sua vita… di come era finito così… di quello che aveva avuto e di quello che aveva… che amava quello stile di vita.. che si sentiva bene nonostante il disprezzo degli altri..

    Sotto quei vestiti sporchi e quella foglia dall’alloro posta tra il capo e l’orecchio, si nascondeva un VECCHIO DALLO SPIRITO BUONO… UN VERO SIGNORE.

    Ricordo che prima di scendere mi disse:

    “Ragazzo, trova te stesso ed avrai trovato la tua realizzazione”

    QUEL GIORNO PRESI COSCIENZA…

    Vidi Il nulla che avevo raggiunto e le INFINITE POSSIBILITA’ CHE LA VITA MI POTEVA OFFRIRE.. decisi così di alzare le maniche delle mia vita e iniziare a dirigere la nave della mia esistenza.

    Iniziai a studiare autonomamente la PNL e a investire su me stesso più denaro di quanto ne avevo.

    …IO VOLEVO VIVERE E NON SOPRAVVIVERE…

    Alla fine HO CAPITO VERAMENTE E FINO IN FONDO quel concetto così banale ma così ESTREMAMENTE PROFONDO che tutti diciamo spesso e che POCHI USANO COME CHIAVE DELLA LORO VITA:

    QUALSIASI AVVENIMENTO PUO’ ESSERE VISTO SEMPRE IN 2 MODI: POSITIVO E NEGATIVO SENZA DISCRIMINAZIONI.

    Se ci focalizziamo a vedere la vita che ruota intorno a noi in modo POSITIVO allora FAREMO UN REGNO ANCHE LADDOVE NON C’E’ ORO (proprio come quel vecchio barbone), differentemente PERIREMO IL FORTE PESO DELL’ESISTENZA SUCCUBI di fronte agli avvenimenti.

    Per non allungarmi ancora molto, alla fine sono riuscito a toccare traguardi importanti a livello morale, personale e spirituale, e ora, a distanza di qualche anno, leggo quel diario appoggiato ancora sullo scaffale di fianco a letto e noto con mio grande stupore la trasformazione che ho subito.

    Certo… Adesso potrei vantarmi, potrei sentirmi migliore di altri, potrei far sentire l’enorme differenza che separa me da un qualsiasi disperato… eppure non lo faccio…

    NON HO BISOGNO DI MOSTRARMI, NON HO BISOGNO DI VANTARMI, NON HO BISOGNO DI SENTIRMI DIVERSO DAGLI ALTRI…

    Siamo tutti amici, fratelli, e persone che hanno in comune una cosa di base molto profonda: LA RICERCA DELLA FELICITA’.

    TUTTI POSSIAMO MIGLIORARE SE LO VOGLIAMO, bisogna solo saper guardare dentro di noi e scoprire COSA VOGLIAMO DALLA VITA DAVVERO.

    Il PRIMO PASSO per iniziare è appunto amare se stessi e valorizzare le proprie scelte e le proprie azioni. Non è facilissimo, soprattutto se siamo abituati a CRITICARCI ed ODIARCI, ma quando prendiamo consapevolezza…

    …NON SAREMO PIU’ NOI A RINCORRERE LA VITA, MA LA VITA A RINCORRERE NOI!…

    Un caro saluto a tutti.

    Gianluca

  2. barbara

    si crede che nella vita .si debbano fare delle scelte…e dopo scelto vorresti gratificazione. e invece ricevi il peggio dalla vita- rabbia solitudine pervadono la tua vita- ma il problema piu grande e che siamo noi a crearci- il tutto e noi a rimediare-

  3. Lota

    ciao Ida, mi piace molto il tuo blog e mi piace molto il tuo modo di scrivere.. forse te l’avevo già detto e te lo ripeto :) Sono d’accordo con Barbara sul discorso del “siamo noi a crearci il tutto” e mi ha colpito molto quello che ha scritto Gianluca.. bellissima la storia del barbone! E la cosa che mi fa impazzire di gioia quando leggo articoli come i tuoi (che parlano di amare se stessi) è la forte convinzione del fatto che se impariamo ad amare e rispettare noi stessi faremo altrettanto con gli altri esseri, vegetali e animali.. e sai già quanto mi stanno a cuore gli animali :) Ti abbraccio

    1. Ida Post author

      Grazie Laura, lo sai già che la stima è reciproca..però te lo ripeto lo stesso: sei una grande con un cuore altrettanto grande! L’amore “che move il sole e l’altre stelle” (come scriveva Dante), è il motore che fa girare il mondo e che ci fa sentire realmente vivi! E’ vero, solo amando in primo luogo noi stessi, possiamo dire di saper amare in modo reale (quindi non solo a parole) anche il mondo che ci circonda.. Un abbraccione dolcissima amica :)

  4. Erika

    amare se stessi! sono 30 anni che ci provo, 30 anni che a periodi alterni
    ci riesco, io avevo trovato la mia strada, un lavoro che amavo moltissimo, un’attività commerciale che speravo fosse x la vita, ma ho dovuto chiudere e son piena di debiti. E’ un fallimento che non riesco a smaltire. Mi sono innamorata di un uomo, che da 2 anni mi usa e basta, ma
    mi piace e non riesco a mandarlo… , ma nonostante tutto, nonostante i pianti, il dolore, le notti insonni, mi sono di recente innamorata della vita, perchè anche le emozioni negative sono emozioni, la vita è un ‘esperimento continuo, possiamo morire dentro e detestare noi o gli altri o possiamo metterci in gioco, così come siamo, anche se buone e cogl… , perchè non sappiamo mai veramente quanti giorni ci sono stati dati su questa Terra, e lasciare il ricordo vero che vogliamo rimanga di noi è forse il vero scopo della nostra esistenza.
    Io sono giunta a pensare che di me voglio che rimanga un sorriso, contagioso, che faccia sentire stupido chi non ha saputo apprezzarmi e felice chi mi ricorda , e su questo sto lavorando, cerco di sorridere alla vita mia tutti i giorni, fra alti e bassi. All’inizio di ogni giorno nuovo mi rendo conto, che il sorriso mi viene sempre più naturale e piace a chiunque capiti sul mio cammino.
    Complimenti x i vs consigli.

  5. Susanna

    Ciao a tutti, amare setessi, bellissimo argomento, ho letti i vostri commenti e quello che mi è evidente che dietro ogni parola traspira l’amore di setessi e anche verso gli altri, non è forse la fiducia che fa condividere le storie che raccontate, il piacere che gli altri leggono noi possiamo anche se per un attimo migliorare o illuminare l’esistenza degli altri, perchè questo che a me successo nonostante che nessuno di voi io mai ho incontrata. Ogni storia specchia l’amore per la vita che porta dentro di se, la vita che noi siamo, questo forza cosi fragile ma lo stesso potente capace di miracoli in ogni attimo della nostra esistenza, questa manifestazione in ogni gesto in ogni respiro ed io mi sento AMATA tramite voi, mi fate lo specchio di me stessa e mi viene spontanea la domanda: CHE COSA IO AMO IN VOI DI ME?

  6. sara

    Io credevo di amare me stessa finche’ non ho conosciuto un bastardo che mi ha fatto credere di amarmi e poi da un giorno all’altro ha gettato la maschera tornando da sua moglie una donna che fino a qualche giorno prima sosteneva di non sopportare.Questa esperienza mi ha segnata moltissimo perche’ho dato tutta me stessa e ho sprecato tanto amore verso qualcuno che non meritava neanche un mio sguardo,peccato che l’ho capito troppo tardi,prima di farmi del male.Oggi cerco di rimettere in sesto la mia vita,ma non e’ facile visto che ha leso molto la mia autostima.

    1. Ida Post author

      Ciao Sara, credo che molte donne possono rispecchiarsi nella tua situazione, posso immaginare che non sia facile per te sentirti rifiutata ed essere stata una “seconda scelta”. Non confondere però l’amore per te stessa con quello che hanno gli altri verso di te; infatti può capitare nella vita che l’amore fra due persone finisca o non sia corrisposto, però ciò non vuol dire che tu vali di meno come persona. Sei stata “ingannata” da una persona che probabilmente non ha ancora trovato la direzione giusta nella sua vita ma ciò non deve intaccare la tua autostima che è una cosa esclusivamente personale e che nessuno può toglierti o sminuire. Credo che da questa esperienza tu possa ricavare un grande insegnamento che ti sarà utile anche in futuro e cioè che non devi mai misurare il tuo valore personale e l’amore che hai per te, con ciò che accade all’esterno perchè l’amore per sè stessi è un sentimento “indipendente” che non può essere influenzato da nessuno se non da te stessa. Ti auguro di riprenderti presto in mano la tua vita e di ricominciare a vivere con una nuova consapevolezza. Ida

  7. rosi

    E dimmi Ida, dimmi come si fa ad essere tutto ciò che di stupendo e auspicabile hai così ben enunciato se, proprio durante la costruzione dell’io, chi doveva essere un esempio, chi ti doveva preparare al mondo attraverso il suo amore, ti ha invece denigrato, picchiato, denutrito, abusato, e detto ogni santo giorno di un infanzia che assomigliava più all’inferno, “guarda come sei magra e brutta, le bambine dei miei colleghi si che son carine” e poi da un giorno all’altro ti abbandonato in un collegio tra 1000 bambini dove, oltre l’abbandono ti hanno tolto anche i vestiti, messo una divisa, ed infine tolto anche il nome, ed al suo posto dato un numero e cosi sei diventata la bambina: 74P. P, come l’iniziale del cognome, perchè per assurdo, quel 74 nn era l’unico, quindi neanche quel numero era interamente tuo: il massimo della spersonalizzazione.
    Ho vissuto le sofferenze dell’abbandono in ogni sfumatura, sviluppando tic, fobie, disturbi ansiosi invalidanti. Per fortuna sono rimasta una persona molto sensisibile, empatica, sono stata un ottima maestra, con i bimbi un rapporto speciale, ma io Rosi, non ci sono mai stata. Quando mi sono cercata, sono entrata solo in un immenso buco nero. E questa è solo una parte della mia dolorosissima vita affettiva, l’unica cosa di cui vado orgogliosa è il fatto che quando incontro in qualsiasi posto dei bambini, si aprono, quando li guardo, in indimenticabili sorrisi, quasi come riuscissero a vedere la bambina che ero, che tanto desidererebbe essere amata.
    Avrei voluto scrive in un piccolo libro la mia esperienza, soffermandomi e sottolineando gli effetti devastanti che produce il non amare o accettare i propri figli, perchè come si fa ad “amarsi ed a riconoscere il proprio valore”, se non hai dentro ne l’uno ne l’altro?

    1. Ida Post author

      Cara Rosi, non ti nego che la tua storia mi ha fatto commuovere e non poco; mi sono immedesimata nelle tue parole e ho provato a mettermi nella tua situazione anche se non posso nemmeno lontanamente provare ad immaginare le sensazioni che hai vissuto e che rivivi tutt’ora.
      Mi sento inerme perché qualsiasi cosa io possa dirti sarà sempre troppo semplice, banale e riduttiva in confronto alle sofferenze fisiche e psicologiche che hai dovuto subire.
      Riguardo ai sentimenti (tra cui l’amore)io sono convinta di una cosa e cioè che dal momento in cui veniamo alla luce abbiamo già in dotazione tutti i sentimenti possibili ed immaginabili, come se ci venisse fornito un “pacchetto di sentimenti” e ci venisse detto: ecco questi sono tutti i sentimenti che un essere umano può provare durante la sua esistenza, ora gestiscili tu come vuoi, decidi quali vuoi sviluppare di più, quali vuoi far prevalere nella tua vita e quali vuoi mettere da parte.
      L’amore, come anche l’odio, la rabbia, la gioia ce li abbiamo tutti già “incorporati” in quanto esseri viventi, il ruolo dei genitori e degli educatori dovrebbe essere quello di insegnare al bambino come esternare i sentimenti positivi innanzitutto dando loro stessi l’esempio. Nella tua infanzia hai avuto solo dimostrazioni ed esempi di sentimenti negativi, come se al mondo esistessero solo quelli, ma dentro di te, nella tua essenza di essere umano l’amore per te stessa e per gli altri è stato sempre presente anche se nessuno è stato in grado di fartelo vedere.
      Non è vero che sei vuota perchè è impossibile che una persona dentro non abbia nulla e questo te lo dimostra il fatto che nonostante tutto tu abbia sviluppato tanta sensibilità, dolcezza ed empatia. Il tuo valore, Rosi, è intoccabile, anche se hanno cercato in tutti i modi di infangarlo, perché è qualcosa di intrinseco che c’è in tutti anche se tu non riesci più a vederlo.
      Fossi in te non abbandonerei l’idea di scrivere un libro sulla tua storia perché credo che possa essere d’aiuto sia a te stessa che alle persone che come te hanno provato queste sofferenze, però più che sulle conseguenze devastanti, mi concentrerei su come superare questi traumi, come sviluppare l’amore per sé stessi, insomma come rinascere dopo tanti anni di dolore. Credo che questo sia l’aspetto più importante da sottolineare e potrebbe essere una sorta di terapia anche per te. Se hai davvero intenzione di scrivere la tua storia sappi che hai tutto il mio appoggio, per qualsiasi cosa. Puoi scrivermi anche in privato se preferisci.
      Un forte abbraccio, Ida.

  8. Stefyjiang

    Grazie, ora ho veramente capito cosa devo fare, ogni punto di ció che hai scritto mi riguarda tutto, e mi hai veramente aperto gli occhi, prima non capivo cosa mi faveva sentire cosi inferiore agli altri, ora ho capito che è stata tutta colpa mia. Grazie veramente

    1. Ida Post author

      Ciao Stefy, hai fatto il primo passo nonchè il più importante di tutti: la presa di coscienza! Adesso la tua strada per migliorati è tutta in salita..buona crescita! Ida

  9. pasquale

    Salve a tutti io sono un uomo se cosi posso definirmi di 39 anni mi chiamo Pasquale.E da tempo che non scrivo che non faccio qualcosa per me stesso.Io non per essere vittimismo non mi amo e forse non mi sono mai amato.Sul mio passato non si puo dire nulla di male ho avuto una famiglia che mi ha amato e che mi ama ancora che sta facendo sacrifici ancora oggi per me per gli errori che ho fatto nel mio passato (alcol droga gioco) per farmi vedere una persona diversa.tutto questo nasce da piccolo quando tutti mi prendevano in giro per la mia sensibilita’ ero un ragazzo troppo sensibile e sopratutto alle scuole superiori la mia sensibilita’ e’ esplosa gli altri mi prendevano in giro perche piangevo ad ogni sfoto’ e allora gli altri continuavano.
    Ho cambiato scuola sono andato lontano da quel luogo di sfottimento e cambiando scuola sono cambiato pure io.Ero un ragazzo modello prima mai bocciato mai rimandato andando a questa nuova scuola e cambiando quindi amici li ho incominciato a provare varie droghe e l’alcol per essere simili a loro e poi e venuto il gioco che mi ha dato il colpo di grazia.con i sensi di colpa per i debiti mi facevo ancora piu male usando successivamente con l’alcol psicofarmaci senza prescrizione medica naturalmente.ho bruciato le mie cellule celebrali e ora mi ritrovo in cura da un neurologo vado da una psicologa e ho fatto passare hai miei genitori tante sofferenza e le sto facendo passare ancora.
    Da questo potrete capire che la stima di me stesso e uguale a zero non sto bene con gli altri mi sono lasciato due anni fa con una ragazza che amavo ma forse non troppo visto che chi non ama se stessi non puo amare gli altri.Ora mi sento solo i miei vecchi amici si sono tutti sistemati e anche se non mi drogo piu’ e non bevo piu ma sopratutto sto giocando pochissimo mi sento vuoto e sono soggetto al giudizio degli altri.
    prima prendevo la macchina andavo da qualuque parte ora ho paura di fare anche le cose piu’ stupide.Si ora ho tanta paura quella paura che non mi fa vivere.Vorrei scrivere ancora tanto ma non me la sento spero che qualcuno di voi amici mi possa dare una consiglio e scrivermi due parole di conforto.un abbraccio a tutti voi.

    1. Ilie Aurel Palmaccio

      Caro Pasquale,
      Amare se stessi può essere considerata la prova più difficile che tutti devono affrontare… moltissime persone forse non finiscono nell’alcool e nella droga ma entrano in un circolo vizioso devastante e dal quale non possono/vogliono/riescono più a uscire.
      E’ molto importante e coraggioso quello che stai facendo tu, perchè sei cosciente di molte cose che moltissime altre persone se lo sognano.
      E’ un percorso difficile, sarebbe errato dire che non è cosi, tuttavia ho notato una voglia di cambiare che proviene dall’interno ed è l’unica strada che la maggior parte delle persone non troverà mai in tutta la loro vita…
      Fai piccoli passi alla volta, non rimanere mai fermo,abbi sempre fiducia in te stesso e scoprirai che anche le altre cose miglioreranno di conseguenza anche se all’inizio in modo impercettibile.
      Se vuoi parlarne ancora,è un vero piacere…
      Un saluto,
      I.A.Palmaccio

  10. pasquale

    Salve sono sempre io Pasquale ho riletto la mia lettera scritta ieri e ho riflettuto su essa.Mi sono troppo autocomiserato e buttato giu’.Sto leggendo un libro di Leo Buscaglia dal titolo vivere,amare,capirsi sto ancora a l’inizio visto che le mie capacita’ cognitive sono vuoi i farmaci che mi prendo molto rallentate e riesco a leggere solo poche pagine per volta e mi sottolineo le diciture piu’ importanti.voglio scrivervi una di queste “se ciascuno avesse anche una sola persona che nella sua vita gli dice:ti amero’ indipendentemente da tutto.Ti amero’ se sei stupido,se scivoli e batti il naso,se sbagli,se commetti errori,se ti comporti come un essere umano….io ti amero’ ugualmente”Dovremmo amarci cosi indipendetemente da tutto”.Questo parte del libro mi ha colpito molto e spero che vi abbia colpito anche a voi cari amici come a colpito me.Saluti Pasquale.A presto.

  11. anna

    Ciao sono Anna 45 anni., scrivo perche’ la domanda”ma tu ti vuoi bene”? mi e’ stata fatta una settimana fa e da allora sono caduta in sconforto. ho digitato queste parole su google e si e’ aperta questa pagina. leggo di molte persone ferite dagli altri, dalla vita stessa e mii chiedo se sara’ veramente possibile che accada di amarsi a tal punto da non permettere piu’ a nessuno di travolgerci.. Siamo tutti troppo fragili chi per troppo amore ricevuto e chi per nn amore ricevuto.Io faro’ un percorso per recuperare cio’ che non ho e spero di farcela anche se lo credo impossibile. chi si ama si ama gia’ e per loro e’ piu’ facile.

    1. Ida Post author

      Ciao Anna, non conosco la tua storia ma ciò che posso dirti è che l’amore per se stessi si costruisce nel tempo, non è una cosa con cui “siamo già nati”. Certo, qualcuno è più “fortunato” perchè avrà avuto degli esempi positivi dalla famiglia, ma non è detto che chi è vissuto in un contesto diverso, non possa ritrovare se stesso e scoprire il proprio valore. Non è per niente facile mettere se stessi al primo posto, purtroppo i condizionamenti sono sempre tanti e arrivano da ogni direzione..Il problema è che a volte è difficile scindere l’amore per se stessi con l’egoismo e per questo si possono fare delle scelte sbagliate..La domanda “Ma tu ti vuoi bene?” in realtà è un modo per dire “Svegliati, c’è qualcosa che ti sta sfuggendo”. Quel “qualcosa” sei TU. Ti auguro con tutto il cuore di “riprenderti te stessa”..
      Un abbraccio, Ida

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