Downshifting: Vivo Piano Vivo Bene!

Il downshifting è uno dei fenomeni più interessanti di questi ultimi anni, incluso nel concetto più ampio di vita semplice (simple living). Se ci guardiamo intorno possiamo notare come lo stile di vita di molta gente sia dominato dal crescente bisogno di acquisire sempre più ricchezza per vivere una vita sempre più lussuosa e felice (purtroppo solo apparentemente!).

Tutto ciò genera un interminabile corsa frenetica al materialismo che sfortunatamente non porta alcun vantaggio se non quello di creare un enorme stress sia a livello fisico che psicologico. Questa continua ricerca di ricchezza, attiva un circolo estremamente vizioso; spesso ci si ritrova, infatti, a desiderare sempre di più di ciò che si ha e a spendere sempre più denaro di quello che effettivamente occorre per vivere.

Il grande Henry David Thoreau in “Vita senza principi” aveva già cominciato a teorizzare il concetto di downshifting, scrivendo:

“Consideriamo il modo in cui passiamo le nostre vite. Questo mondo è una piazza d’affari. Quale interminabile agitazione! (…) Sarebbe maestoso vedere l’umanità agire con comodo almeno una volta. E’ tutto soltanto lavoro, lavoro e ancora lavoro. (…) Io penso che non ci sia nulla di più incompatibile con la poesia, la filosofia e infine la vita stessa che questo incessante indaffaramento.”

E ancora:

“Se dovessi vendere le mie mattine ed i miei pomeriggi alla società, come pare che per lo più si faccia, sono sicuro che, quanto a me, non resterebbe niente per cui valga la pena di vivere.(…) Si può essere molto industriosi e spendere male il proprio tempo – non c’è individuo più stolto di colui che consuma la maggior parte della vita a guadagnarsela.”

Prendendo esempio da ciò che Thoreau esprime, molte persone si sono rese conto che lavorare tanto equivale a regalare il proprio tempo alla società e spendere tutto il denaro guadagnato con il duro lavoro per acquistare beni perlopiù superflui, genera solo un falso appagamento; in realtà una vita migliore può essere ottenuta semplicemente facendo l’esatto contrario. Così, sempre più gente fa ricorso al downshifting per avere più tempo per sè stessi e vivere più felici oltre che in perfetta salute.

In Italia si sente ancora parlare poco di downshifting, ma negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia questo fenomeno di natura sociale ha già preso piede, tanto da diventare un vero e proprio oggetto di studio della sociologia.

Che cos’è il Downshifting?

Scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale, è un fenomeno che esiste già da tempo ma negli ultimi anni sta assumendo dimensioni sempre maggiori.

Il temine downshifting che letteralmente significa “scalare la marcia” fu usato per la prima volta nel 1994 dal Trend Research Institute di New York per indicare il comportamento di persone che erano pronte ad una riduzione del proprio stipendio pur di avere maggior tempo a disposizione.

Questo termine, associato alla semplicità volontaria(detta anche Simple Living), indica quindi la scelta di passare (o meglio “scalare la marcia”) da uno stile di vita basato sul consumismo e su un reddito relativamente elevato a una riduzione di tale reddito (e quindi dei consumi) per avere più tempo libero da dedicare ai propri interessi, alla famiglia, agli amici e al relax.

Quando parliamo di downshifting parliamo di lifestyle, in questo caso di uno stile di vita più lento (definito anche Slow Living) e più semplice che riorganizza tutte le attività, le priorità e i tempi della nostra esistenza. Le persone che fanno questa scelta sono spesso manager e persone affermate dal punto di vista professionale, che cominciano a reimpostare il proprio stile di vita rinunciano alla loro carriera e scelgono di dedicarsi a se stessi, alla loro felicità e crescita personale.

Identikit del Downshifter

Il motto su cui si basa questa filosofia di vita è: “Less is More”.

Less” di meno (meno lavoro, meno stress, meno debiti, meno consumi) “is more” è di più (più ore per se stessi e più tempo da dedicare a chi si ama e a ciò che si ama). Per i seguaci di questo stile di vita, infatti, la vera ricchezza non è determinata dalla quantità di denaro che si accumula lavorando ma dal tempo che si ha disposizione per fare quello che più piace.

Al di là del motto, non ci sono caratteristiche specifiche che individuano i downshifters però ci sono due cose che accomunano tutti coloro che scelgono questo stile di vita. In primo luogo, e soprattutto, essi credono che una ricerca eccessiva del denaro e del materialismo abbia un costo notevole in termini di felicità per la loro vita e per la vita delle loro famiglie. In secondo luogo i downshifters si assumono la responsabilità della propria vita. Invece di lamentarsi e di aspettare che il governo faccia qualcosa per loro, decidono di agire per cambiare e migliorare le condizioni della propria esistenza.

Il downshifter, inoltre, è colui che recupera la propria sfera emotiva, privandosi della possibilità di fare carriera, di avere successo e denaro. E’ colui che investe sul concetto di felicità.

Cosa significa fare downshifting?

Ci sono diversi modi di “scalare la marcia”, di fare downshifting.

Scalata, come detto, si riferisce di solito ad una riduzione delle ore di lavoro, quindi del reddito con conseguente riduzione dei consumi e a un aumento del tempo libero da dedicare alla propria felicità.

Fare Downshifting vuol dire anche passare da una vita frenetica, piena di impegni e di stress ad una vita più semplice, che scorre più lentamente, dove si ha il tempo di fare personalmente delle attività che prima erano delegate ad altri, di allevare i propri figli, di imparare un mestiere nuovo, di fare esercizio fisico, di viaggiare, di essere coinvolti in attività di volontariato, di cucinare, di dedicarsi di più agli affetti e agli hobbies.

Molti “scalano la marcia” decidendo di trasferirsi in posti meno caotici, in periferia, in piena campagna, al mare o in montagna per allontanarsi dallo stress della città e stare a contatto con la natura, dedicandosi ai lavori di casa, alla coltivazione di un orto e alla produzione di oggetti fatti a mano.

Il vero downshifter effettua tutte queste scalate insieme cambiando radicalmente il proprio stile di vita. Io ho cominciato gradualmente a scalare la marcia attraverso dei piccoli accorgimenti che cerco di applicare nella mia quotidianità, ho descritto qui la mia esperienza di decrescita e qui le cose che pian piano ho eliminato dalla mia vita. Nei prossimi articoli vedremo come iniziare a rallentare la propria vita con piccole idee e consigli per vivere bene con poco!

Libri sul Downshifting

Sul fenomeno del Downshifting sono stati scritti diversi libri in cui si raccontano le esperienze personali di chi ce l’ha fatta a lasciare il proprio lavoro e a cambiare vita gradualmente; se volete dei consigli su come cominciare e continuare questo percorso, vi consiglio queste interessanti letture:

Adesso Basta di Simone Perroti;

Downshifting di John D. Drake;

Scappo dalla città – Manuale Pratico di Downshifting Decrescita Autoproduzione di Grazia Cacciola.

Siti e Pagine sul Downshifting in Italia

Anche in Italia esistono diversi siti e pagine dedicate al fenomeno del downshifting. La mia pagina facebook preferita è questa:

Vivere bene con poco: l’arte del Downshifting

e questo gruppo su Linkedin:

Downshifting

Se ne scoprite altre interessanti condividete!  :)

16 commenti su “Downshifting: Vivo Piano Vivo Bene!

  1. Teresa

    Ciao!!
    Molto bello questo articolo, complimenti! Mi piace molto il modo in cui hai affrontato questo argomento; anche io e mio marito condividiamo questo stile di vita. Infatti abbiamo deciso, qualche anno fa, di lasciare i nostri rispettivi lavori e di aprirci un agriturismo tutto nostro…così siamo riusciti a trasformare le nostre passioni, che sono la campagna e la cucina, nel nostro lavoro! Ciao da Teresa

    1. ida Post author

      Grazie Teresa per aver condiviso la tua storia. Ti faccio i miei complimenti perchè hai fatto davvero un’ottima scelta di vita. Purtroppo siamo arrivati ad un punto in cui siamo talmente “soffocati” dal superfluo, dal lusso eccessivo e dalla sovrabbondanza che una scelta di vita basata sulla semplicità diventa necessaria se non vogliamo cadere nell’infelice trappola del consumismo.

      Ti auguro tanta felicità!

  2. Amelia

    Fino a qualche tempo fa lavoravo in un’azienda con degli orari assurdi, direi quasi disumani. Sveglia alle 7.30, corsa a prendere il treno, poi metropolitana e alle 9.00 iniziavo a lavorare. La sera era lo stesso, arrivo a casa alle 21..in pratica passavo intere giornate fuori casa a lavorare, lavorare, lavorare. Eravamo io e il lavoro!!! Un giorno arrivò un fulmine a ciel sereno: scoprii di essere incinta. Quando sei sempre di corsa non hai il tempo di pensare e di riflettere su ciò che stai facendo e su come vorresti il tuo futuro..ma quella volta dovetti fermarmi per forza e prendere una decisione.
    Non dovetti pensarci molto perché la voglia di crescere mio figlio e di dedicare tutto il mio tempo a lui era troppo forte. Grazie allo stipendio di mio marito questo è stato possibile. E’ vero, all’inizio è stata dura perché abbiamo dovuto tagliare molte spese, però alla fine ci siamo accorti di stare bene lo stesso perché molte di quelle spese veramente erano inutili! Posso dire di essere una downshifter anche se all’inizio era per necessità, ma ora continuo per questa strada perché è anche divertente, e perché crescere Cesare con questa filosofia mi sta aiutando ad imparare tantissime cose che prima ignoravo.
    Insomma W il downshifting!!!!

    1. Luisa

      Spero di rimanere presto incinta anche io! hi hi hi :)!
      A parte gli scherzi, per molte donne rimanere incinta è davvero un dramma… specie per chi è in carriera.
      Non credo proprio che il downshifting forzato possa essere positivo per tutte. In effetti è un problema della cultura occidentale.

      1. ida Post author

        Con tutto il rispetto per le donne che ci tengono a fare carriera, non vedo quale sia il dramma di avere dei figli…secondo me non c’è nulla di più appagante che diventare mamma! E’ vero, per alcuni il downshifting non è una scelta ma una sorta di forzatura, credo che ciò sia dato dal fatto che la maggior parte delle persone sogni una vita di lusso fatta di agi e ricchezze ed è proprio per questo che in giro c’è tanto stress e frustrazione. Cominciare a scalare la marcia, per me, è l’unica soluzione possibile per scendere da questo folle treno in corsa che non ci lascia nemmeno il tempo di vivere…
        Un abbraccio Luisa

  3. stefy

    ciao, diciamo che io non faccio parte di questo downshifting, io non ho mollato nulla per mia volontà ma mi ci sono trovata da un giorno con l’altro e per non perdere il progetto che già avevamo con la mia famiglia di autoprodurci quanto più possibile mi sono reinventata una vita, vita che poi ora non potrei proprio farne a meno, non posso sopportare questa continua ansia di possedere oggetti inutili che fanno stare bene sono quell’istate e poi li si dimentica in giro per la casa…complimenti ti seguiroòòò
    ciao

    1. Ida Post author

      Che onore averti qui Stefy! Ti ho conosciuta grazie al servizio su Raidue per puro caso (dato che non guardo quasi mai la TV) e sono letteralmente rimasta “estasiata” dalla vita che sei riuscita ad inventarti. Il settore dell’autoproduzione mi affascina da morire, proprio per questo grazie anche ai tuoi consigli sul blog mi cimenterò anche io in questa entusiasmante attività :) Ti abbraccio

  4. alex

    Ciao, mi piacerebbe che partecipassi al giveaway che ho organizzato sul mio blog assieme a Fra di Flors de la Terra. Si intitola “Scala la Marcia” ed invita alla pratica della decrescita. Per partecipare si aggiunge un proprio post che parli di buoni propositi. Le mie follower sembrano essere spiazzate {possibile nessuno abbia buoni propositi???} ma spero che col tuo contributo possano farsi un’idea su cosa significhi vivere nel rispetto dell’ambiente.
    Grazie, Alex

  5. nico

    Vivere per lavorare non è il massimo.. e tutto questo poi per cosa?
    Credo che il downshifting sia l’unica soluzione per riuscire a riappropriarsi della propria vita!

  6. Luca

    Non lo sapevo, ma leggendo questo bellissimo articolo mi sono reso conto che anche io sto facendo Downshifting…!? E’ stato per me un passo del tutto naturale iniziare a cambiare stile di vita..
    Vivere per lavorare è per me inaccettabile ed innaturale!!!

  7. lina

    fantastico articolo Ida. la penso esattamente come il migliore dei downshifter e lo applico anche al mio lavoro che cmnq me lo permette. L’umanità è fagocitata da una compulsione isterica, si corre, si pensa solo a fare soldi, non si coltivano più le amicizie sincere ma solo i “contatti”. Dovremmo tutti andare più slow e la nostra energia positiva ci incanalerà verso una vita migliore, facendoci riscoprire valori ormai sopiti. Un grosso abbraccio e avanti così. 😉

  8. Paol(in)a

    …dovrebbero apprendere questa “tecnica” le persone che corrono, corrono senza sapere dove andare…vivono, producono e muoiono senza un senso nella vita.
    Nei giorni di festa (quando proprio non riescono a lavorare)prendono un pochino di più coscienza di sé e diventano terribilmente TRISTI e VUOTI!!!!

    1. Ida Post author

      Ciao Paola, a volte mi viene da pensare “benedetta inconscienza!” :) Non credo, infatti, che le persone che descrivi si rendano conto della vita che conducono, o perlomeno non ne sono mai abbastanza consapevoli fino in fondo. Non si spiega altrimenti come questo stile di vita frenetico sia in aumento. Per quanto mi riguarda credo che ognuno trovi il senso della sua vita in qualcosa (mi piace pensare che sia così!), probabilmente per alcuni sembrerà banale o superficiale, ma non sta a noi giudicare. Un caro saluto, Ida

  9. piccolina74-6

    Questo blog capita davanti ai miei occhi proprio nel momento giusto.
    Sono mamma di ben 4 figli…gli ultimi due avuti in tempi ravvicinati.
    Ho lavorato poco negli ultimi tre anni proprio per via delle due maternità.
    Ora sto per rientrare a lavoro e la mi viene data la possibilità di restare a casa con un bell’incentivo…in pratica dovrei licenziarmi.
    Urka…penso subito…che proposta….con 4 figli…restare a casa, insomma…non è che sia la cosa più facile del mondo.

    Eppure…tutti ma proprio tutti, dalle amiche, sorella e marito…mi dicono…sì…dai stai a casa…cresci i due pulcini come si deve, segui bene i ragazzi che sono adolescenti…e ti reinventi tu che hai mille idee ogni giorno…

    Ora…ci ho pensato moltissimo io…ed è vero…ho un sogno…sono una creativa….ci ho già provato a tempo perso e…non è stato maluccio…se lo faccio seriamente…che bello…da casa posso gestirmi tutto in base ai tempi e ai ritmi della famiglia.
    Certo è che l’idea di …rimanere senza il famoso posto fisso (che poi il mio era pure part time)…mi destabilizza un attimo.
    Poi mi dico che…ma si dai…è vero…part time ma a turni e orari…come farei con i piccoli, nido e asilo, rientro dei più grandi…ognuno hai suoi orari….non posso delegare tutto ai miei genitori, poveri hanno già una certa età.

    Quindi ora son allo svincolo fatidico della metà della mia vita….ai miei appena compiuti 42 anni si profila una domanda: resto a casa e mi occupo della mia famiglia e della casa e …mi reinvento realizzando il mio sogno? …
    O…resto a lavoro, col nervoso perchè neanche mi piace l’ambiente che c’è (il lavoro di per se non è male…sono le persone che lo rendono brutto)….si porto a casa dei soldi…ma io sarò di nuovo di corsa, incasinata, di fretta….e delego a qualcuno il prendere i bimbi ai loro vari orari???
    Che faccio?

    Faccio due conti…e sì…io di cose superflue a cui posso fare a meno ne ho tante…a me non serve molto…ho già tutto…e posso continuare con quel che ho per anni e anni.
    Mio marito uguale.
    I miei figli sono adorabili…chiedono poco…e soprattutto sarebbero felici del tempo insieme invece che parcheggiati dai nonni (che per carità adorano…ma loro poi si stancano e…hanno i loro problemi pure)…

    Devo decidere domani…mi sono imposta questa data così lunedì comunico la mia scelta e taglio la testa al toro.

    Quindi….rinuncio al mio part time per tutti questi vantaggi sul piano di tempo, salute e famiglia?
    E vogliamo mettere che avrò anche un orticello da coltivare?
    E vogliamo mettere che ho già cercato taaaante ricette per farmi tutti i saponi in casa??
    E so cucire…mi farò tutto da me…
    Insomma….si accettano suggerimenti i incoraggiamenti sulla scelta: mollare tutto e ricominciare con amore la nuova vita con la mia famiglia.
    Oppure…restare con part time…tanto i piccoli cresceranno e il sacrificio sarà al massimo di due anni….e …il resto lo faccio quando posso???

    Siamo in sei a casa….
    Voi che dite????
    Io….ancora non ho deciso…ma domani è vicino vicino. :-)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.