La Favola del Lupo e dell’Agnello e le Tradizioni Pasquali

Durante le festività pasquali ho avuto modo di osservare i comportamenti di molte persone e mi è tornata alla mente la favola del lupo e dell’agnello, una storiella antichissima che, per la sua morale, mi sembra proprio adatta a ciò che succede, ogni anno, per celebrare le tradizioni pasquali.

La storiella è breve e molto semplice:

Un lupo e un agnello, si trovarono, un giorno, a bere presso lo stesso ruscello.

Il lupo era a monte, quindi più in alto rispetto all’agnello che invece si era fermato a valle.

Il predatore, spinto dalla sua ingordigia, cercava ad ogni costo un pretesto per litigare e per divorare l’agnello così disse: «Perché mi sporchi l’acqua, mentre sto bevendo?»

L’agnello, timoroso, gli rispose: «Scusa, ma come posso sporcare la tua acqua se questa scorre da te verso di me?»

Il lupo, allora, di fronte all’evidenza dei fatti, soggiunse: «Sei mesi fa hai parlato male di me».

«Non è possibile, io sei mesi fa non ero ancora nato!» rispose l’agnello.

«Allora è stato tuo padre a parlare male di me, accidenti!» ribatté il lupo, e saltando addosso all’agnello lo sbranò.

 

Morale della favola: i prepotenti, gli egoisti, i potenti trovano qualsiasi pretesto, anche stupido ed infondato per opprimere i deboli e gli innocenti.

In molte occasioni, l’uomo si comporta proprio come il lupo: prepotente e avido, in cerca di qualsiasi scusa per far prevalere la sua forza sui più deboli .

Questo succede particolarmente nel periodo pasquale. Alla domanda: perché a Pasqua mangi l’agnello? l’uomo\lupo, ingordo, cerca come scappatoia le scuse più insensate, assurde ed illogiche per giustificare il suo comportamento egoistico e scorretto nei confronti di chi non può difendersi. Le più frequenti che ho sentito dire sono:

  • Voglio rispettare le tradizioni pasquali. Spieghiamolo ai 4 milioni di agnelli e capretti innocenti che ogni anno a Pasqua dopo essere stati violentemente strappati via dal calore della mamma, vengono uccisi brutalmente, tra urla laceranti, e lasciati appesi a dissanguare fino alla morte, lenta..E spieghiamolo alle loro mamme che assistono impotenti: “scusa ma devo toglierti tuo figlio, devo ucciderlo (anzi devo farlo uccidere da qualcun altro perché io non ho il coraggio), devo cucinarlo e poi devo mangiarlo perché la tradizione vuole così ed io ci tengo a rispettare le tradizioni”.Ma soprattutto spiega a te stesso come fai ancora a contribuire a tanta violenza e a spargere tanto dolore in nome di un’assurda tradizione che ti ostini a rispettare non sapendo nemmeno il perché.
  • Non ho altre alternative. Come scusa non regge molto ed è anche un po’ superata perché di alternative fortunatamente ce ne sono tante e oggi grazie ad internet c’è la possibilità di consultare migliaia di ricette vegetariane quando e dove si vuole, ma forse la maggior parte delle persone non ha voglia di cercarle perché infondo è più comodo fare ciò si è sempre fatto piuttosto che rischiare e provare qualcosa di nuovo e di diverso. Cosa dovrebbero dire i quasi 7 milioni di vegetariani e vegani che attualmente ci sono in Italia? Nessuno di questi, me compresa, a Pasqua resterà a digiuno o si accontenterà di mangiare insalata. Per avere un’idea di cosa cucinare a Pasqua, in alternativa alla carne, si possono consultare i tanti siti che propongono menù veg adatti alle festività pasquali come Veganblog, Cucinandosenza o La frittata è fatta, questa scusa, quindi, è un po’ da rivedere o da sostituire.
  • Dio vuole così. Dio vuole tante altre cose che l’uomo non considera, ma di fronte al sacrificio di un agnello ognuno si sente in dovere di rispettare questo suo volere. Nel cristianesimo, l’agnello, rappresenta il figlio di Dio, Gesù, che lui stesso ha sacrificato per “togliere i peccati dal mondo”; questa dolce creatura, simboleggia, dunque, il sacrificio che Dio (attraverso suo figlio Gesù) ha fatto per liberare il suo popolo da tutti i peccati. A Pasqua si sacrifica, dunque, l’agnello per “emulare” il sacrificio di Gesù e per redimersi dai peccati. Ma nei 10 comandamenti (che esprimono la volontà di Dio) non è scritto “non uccidere”?. Dio vuole davvero che per lui si sacrifichino essere viventi che lui stesso ha creato, quindi suoi figli?

Nessuna scusa può giustificare la violenza nei confronti di qualsiasi essere vivente, soprattutto quando dall’altra parte c’è qualcuno che non ha fatto nulla di male per meritarsi così tante barbarie e che all’occasione non può fare niente per difendersi e sfuggire alla morte, se non cercare di dimenarsi fino allo sfinimento e gridare, supplicando, con tutta la sua forza “ ti prego, non voglio morire”.

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6 commenti su “La Favola del Lupo e dell’Agnello e le Tradizioni Pasquali

  1. Mauro

    Il problema è che trovare una scusa è molto più semplice che mettersi a ragionare perchè certe scuse fanno sempre comodo. è questa la verità, io sono vegetariano da tanti anni e queste scuse le ho sentite dire molte volte, però ho notato che c’è anche un pò di vergogna quando si parla così, forse perchè si rendono conto che stanno dicendo delle cazzate e hanno la coscienza sporca. Ciao da Mauro

    1. Ida Post author

      Ciao Mauro, mi sono ricordata di un proverbio africano (credo) che dice: “Chi vuole davvero qualcosa trova una strada, gli altri una scusa.” Direi che calza a pennello :) Un abbraccio

  2. Geppy

    Ciao Ida, gli agnellini apprezzeranno sicuramente il tuo tentativo di aiuto e spero che questo messaggio faccia cambiare idea anche a qualche lupo cattivo, anche se secondo me alcuni lupi perdono il pelo ma nn il vizio. Ciao

    1. Ida Post author

      Ciao Geppy, lo spero anche io! I lupi/umani, se vogliono, il vizio possono perderlo eccome, è proprio questo che ci contraddistingue dagli altri animali: la voglia di migliorare! Un bacione

  3. ivan

    ciao, navigo sul tuo blog con interesse :)
    leggendo questa riflessione ho ripensato all’ultima Pasqua. non sono vegetariano ma spinto dall’idea che oggi si possano trovare tantissime alternative che non passino per queste violenze medievali ne ho parlato con mia madre e abbiamo deciso di non comprare più conigli e agnellini perché ci siamo resi conto che sarebbe come mangiare i nostri animali domestici.
    le tradizioni a volte ci addormentano la mente
    ciao!

    1. Ida Post author

      Ciao Ivan, grazie dei complimenti, anche per quelli che mi hai lasciato in altri commenti :)
      Non sono solo le tradizioni ad addormentarci la mente ma anche quei “malefici” mezzi di dis-informazione che tengono il nostro pensiero sotto controllo.. Il tuo gesto (e quello di tua mamma) è sicuramente da apprezzare anche se io personalmente non lo trovo molto coerente perchè gli animali sono TUTTI e non solo agnellini e coniglietti che capisco, potrebbero fare più tenerezza. Una mucca prova lo stesso dolore di un coniglio, un maiale soffre come soffrirebbe un agnellino o un gatto, la vita di un pollo ha lo stesso valore di quella di un cagnolino. Non sono qui per bacchettarti eh! :) Mi piacerebbe, con totale umiltà, farti aprire ulteriormente gli occhi, perchè le tradizioni (ed i media) non solo ci hanno addormentato la mente ma ci hanno indotto anche a creare delle “differenze” abissali (vedi differenza tra gallina e gatto!) che non hanno senso perchè la vita, l’amore ed il rispetto non possono avere distinzioni.
      Ti abbraccio, Ida.

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