Imparare l’Arte di Ascoltare gli Altri

Il coraggio è quello che serve per alzarsi e parlare, il coraggio è anche quello che serve per sedersi e ascoltare

(Winston Churchill)

Quando si parla di “comunicazione”, spesso viene posto l’accento sulla capacità di conversare attraverso l’utilizzo efficace della parola; molto è stato scritto su come diventare buoni comunicatori e su come utilizzare la dialettica per esprimersi al meglio ma c’è una cosa che all’interno di una qualsiasi conversazione è più importante della parola stessa: l’ascolto.

Una conversazione, infatti, coinvolge sempre almeno due persone: una che attraverso le parole cerca di comunicare un messaggio e l’altra che, attraverso l’ascolto, lo recepisce.

Saper ascoltare, dunque, non è meno importante del saper parlare anzi è una vera e propria “arte” che si può imparare e migliorare con il tempo.

Non è bello avere qualcosa da dire se non c’è nessuno che l’ascolta.

 

Impariamo l’arte di ascoltare gli altri

A questo punto mi sento di fare una distinzione tra sentire ed ascoltare. Questi termini indicano, difatti, due cose ben diverse tra di loro: il sentire è un atto puramente fisico che avviene attraverso l’udito, l’ascolto vero e proprio invece coinvolge anche la sfera emozionale di colui che ascolta, e questa è la parte più importante che va aldilà delle parole.

Ecco perché prima di imparare ad ascoltare gli altri dobbiamo capire su cosa si concentra la conversazione. Se si tratta di una conversazione molto superficiale come ad esempio un semplice pettegolezzo, credo che non ci sia nemmeno bisogno di ascoltare. In questo caso infatti ci si limita a sentire i fatti esposti, ma la conversazione non porta da nessuna parte in quanto  è finalizzata a sé stessa. Quando però la comunicazione si basa su un dialogo più intimo che implica sentimenti e stati d’animo, allora l’ascolto profondo diventa necessario.


Il più grande dono che potete fare ad un altro è la purezza della vostra attenzione

(Richard Moss)

All’interno di una conversazione è necessario creare “il clima giusto” per stabilire un rapporto di empatia e di fiducia che permetta agli altri di esprimersi liberamente e di aprire il proprio cuore senza timore di essere giudicati. Quando si ascolta è necessario mettere a disposizione il proprio mondo interiore con impegno e volontà,  la mente deve essere libera da qualsiasi tipo di pensiero o di pregiudizio che possono rappresentare una sorta di barriera tra noi e l’interlocutore.

Molto spesso, infatti, siamo portati ad ascoltare solo ciò che vogliamo sentire, lo filtriamo attraverso la nostra mente, attraverso le nostre paure, i nostri desideri, i nostri punti di vista e così facendo siamo pronti a condannare e a giudicare ancor prima che le parole dell’altro ci giungano all’orecchio.

Per essere dei buoni ascoltatori è necessario mettere a disposizione di chi ci parla tutta la nostra attenzione, lasciare fuori i problemi, rilassarci e trovare quella calma interiore che ci permette di ascoltare a cuore aperto e di accogliere interamente la vera essenza della persona che abbiamo di fronte.


Così quando stai ascoltando qualcuno, completamente, attentamente,

allora stai ascoltando non solo le parole ma anche la sensazione di ciò che viene trasmesso,

tutto l’insieme, non solo una parte di esso

(Jiddu Krishnamurti)

E’ molto importante durante l’ascolto saper interpretare anche i segnali nascosti ovvero ascoltare ciò che l’altra persona non dice solo con le parole ma comunica con l’atteggiamento, i movimenti del corpo, il tono di voce e lo sguardo.

Non giudicate cosa sta dicendo, non fermatevi all’apparenza delle parole, magari l’interlocutore non si esprime nella forma più corretta, la cosa importante aldilà delle parole è il senso di ciò che esse vogliono dire, le sensazioni  e le emozioni che l’interlocutore sta provando e ci sta trasmettendo. Le parole possono essere a volte molto dure, come dice un vecchio detto “ferisce più la lingua che la spada”, ma se ci fermiamo alla loro forma non possiamo prestare attenzione al contenuto.

La ragione per cui così poche persone sono piacevoli nella conversazione

è che ciascuno pensa di più a ciò che intende dire

piuttosto che a ciò che gli altri stanno dicendo,

e non dobbiamo mai ascoltare quando siamo ansiosi di parlare.

 (Francois La Rochefoucauld)

Mentre siamo intenti ad ascoltare evitiamo di pensare già a come rispondere. Non si ascolta per rispondere, si ascolta per aiutare, per comprendere, per imparare e per crescere insieme.

Non interrompete l’ascolto per dire la vostra opinione, magari l’altra persona non ha bisogno del vostro parere o di un consiglio. Una conversazione non deve essere concepita come una gara a chi dice le cose più giuste, non c’è nessun vinto e nessun vincitore, lo scopo finale non è certamente quello di decretare chi ha torto o chi ha ragione.  

Capita spesso che una conversazione si trasformi in un campo di battaglia in cui automaticamente ci mettiamo in competizione con l’altro e siamo pronti a contraddire e a mettere in discussione ciò che sta dicendo per dimostrare di essere noi i migliori. Nella pratica dell’ascolto non è necessario né avere la risposta pronta né dover  arrivare per forza a delle conclusioni.

Un grande ego ha piccole orecchie

(Robert Schuller)

L’arte di ascoltare gli altri richiede anche di mettere da parte il proprio ego e i bisogni personali come quello di parlare, di avere ragione o di farsi valere a tutti i costi. Al centro della conversazione c’è la persona che vi sta parlando e tutta l’attenzione deve essere rivolta verso di essa. Un consiglio è quello di non intervenire per concentrare l’attenzione su voi stessi, ma di ascoltare con umiltà ed esprimere il proprio punto di vista, solo se richiesto, sinceramente e con il semplice piacere di farlo.

Non bisogna vantarsi attraverso la propria esperienza o avere la presunzione che la vostra opinione sia illuminante per l’interlocutore. Non dobbiamo in alcun modo preoccuparci dell’immagine che stiamo dando, lo scambio di pensieri e di esperienze ha come unico scopo quello di aiutare in qualche modo la persona con cui stiamo parlando e non quello di metterci in mostra per dimostrare chi siamo.

Mi piace ascoltare. Ho imparato molto ascoltando attentamente.

La maggior parte delle persone non ascolta.

(Ernest Hemingway)

Ogni conversazione deve permetterci di conoscere meglio la persona con cui stiamo parlando; se davvero si ascolta, infatti, riusciremo a percepire delle sfumature che non avevamo mai colto prima e cominciare a vedere la persona che ci sta parlando anche sotto una luce diversa.

Da una conversazione si impara sempre qualcosa sia sull’interlocutore che su noi stessi. Possiamo infatti valutare le reazioni che abbiamo durante l’ascolto per capire quali sono le cose su cui dobbiamo migliorarci, ma ascoltando possiamo anche apprendere nuove cose, acquisire nuovi punti di vista, arricchirci, imparare dalle esperienze altrui e scoprire nuovi orizzonti.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio queste risorse davvero utili:

Ascoltare e Parlare

Imparare ad ascoltare

Ascoltarsi, ascoltare

4 commenti su “Imparare l’Arte di Ascoltare gli Altri

  1. Giuliana

    Questo articolo è bellissimo, ricco di verità e di consigli utili.
    Se è così difficile trovare qualcuno che veramente ascolta con il cuore, anche noi stessi dovremmo iniziare a chiederci se in effetti facciamo il possibile per accogliere quello che gli altri hanno da dire, senza mettere in primo piano le nostre opinioni e il nostro ego.

    Quante volta nel corso di una conversazione interrompiamo l’altra persona con la parola “IO”? Io penso, io sono, io faccio, io so, io, io, io… Come se fossimo al centro dell’universo e tutto il resto ruotasse attorno! Le persone che sanno ascoltare sono davvero poche, ma quando le si incontra è come incrociare sul proprio cammino un raggio di sole, che riscalda dentro.

    Ascoltare è qualcosa che si può imparare, giorno dopo giorno, e che arrichisce interiormente. E’ un gesto che dimostra maturità e sicurezza: come dici tu, Ida, non c’è bisogno di dimostrare sempre qualcosa agli altri, nè c’è la necessità di affermare la propria superiorità. In fondo, quando si parla con qualcuno si mettono a contatto due anime di uguale valore e bellezza, non per combattere in una gara senza senso, ma per condividere, apprendere, donare e ricevere comprensione.

    Sempre belli gli spunti che offri, Ida, perchè spingono a riflettere…

    Un bacione,
    Giuliana

    1. Ida Post author

      Pensa Giuliana, che lo spunto per scrivere questo articolo me lo ha dato proprio una mia conoscente, ogni volta che ci vediamo mi chiede sempre come sto e come va la mia vita, ma presa dai suoi pensieri non ascolta mai le risposte e comincia sistematicamente a parlare dei suoi problemi :)

      Ho notato che molte persone hanno proprio il bisogno di parlare di sé, forse anche per sfogarsi o forse perché altrove non trovano nessuno che le ascolti veramente. Credo che ognuno di noi debba fare un passo indietro e riflette sulla propria capacità di ascoltare gli altri, quanti lo fanno davvero? Quanti sono capaci di mettere da parte l’ego, di liberare la mente ed accogliere senza giudicare ciò che l’altro ci sta comunicando?

      Grazie Giuliana, i tuoi commenti aggiungono sempre qualcosa in più ai miei spunti e sono sempre un’occasione per avviare nuove riflessioni.

      Ti abbraccio forte, Ida.

  2. katia

    La profondita’ delle parole che esprimi nei tuoi articoli va ben oltre i concetti espressi con le parole e per questo ti ringrazio per la condivisione di essi.

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