La Storia del Coniglio e il Potere della Mente

Nella provincia della mente, ciò che si crede vero, o lo è oppure lo diventa.

John C. Lilly

L’altro giorno il mio carissimo amico Mihai (che ringrazio tantissimo) mi ha raccontato questa semplice e buffa storiella che mi ha fatto molto riflettere. E’ una breve storia sul potere della mente e su come i nostri pensieri ci portano a crearci delle convinzioni, influenzando i nostri stati d’animo e le nostre azioni.

Ecco la Storia del Coniglio:

Un giorno un coniglietto decise di preparare una torta ma si accorse di non avere lo zucchero, così pensò di andare dal suo grande amico orso per chiederglielo in prestito. Camminando iniziò a pensare  “L’orso è un mio grande amico, sicuramente sarà felice di prestarmi il suo zucchero…anzi, per ricompensarlo preparerò una torta anche per lui!”.

Felice di questa idea continuò a camminare verso la casa dell’orso e durante il tragitto pensava a come sarebbe stato felice l’orso nel ricevere la sua torta. Continuò a camminare con tanta gioia nel cuore dicendosi tra sé ”Ma l’orso è più grande di me..una torta non gli basterà…gliene preparerò cinque”! Così, felicissimo, continuò il suo cammino..ad un certo punto si rese conto che cinque torte erano comunque poche per l’orso allora decise di preparargliene dieci e in cuor suo si diceva “Si..gliene farò 10 così sarà davvero contento!”, immaginando la reazione entusiasta dell’orso davanti alle sue torte.

Il coniglietto sempre più esaltato da questa idea continuò il percorso, ad un tratto però gli venne in mente che preparare dieci torte sarebbe stato troppo faticoso “Ci vorrà tanto lavoro..  e poi va a finire che all’orso non piaceranno le mie torte o magari non apprezzerà il mio gesto….e poi in fin dei conti lui mi presta solo un po’ di zucchero…e se non me lo vuole prestare? Ma siamo amici, perché non dovrebbe prestarmelo? Non è che gli chiedo tanto, non è giusto che non me lo presti..io lo consideravo un amico perché si deve comportare così?….No no…non gli farò nemmeno una torta così impara!” Cominciò così ad alterarsi e con questo pensiero si diresse arrabbiatissimo verso la casa del suo amico orso, bussò alla porta e quando l’orso aprì il coniglietto gli gridò “sai che ti dico? vai a quel paese tu, le torte ed il tuo zucchero!”.

Il potere della mente

La morale della storia del coniglio è ben chiara e dimostra come possiamo passare da uno stato d’animo all’altro semplicemente modificando la natura dei nostri pensieri. Non solo, dimostra anche che molte situazioni e molti problemi accadono solo nella nostra mente, sono il frutto dei nostri pensieri, ma in realtà le cose scorrono diversamente da come noi le concepiamo. Spesso non ce ne rendiamo conto, ma la nostra mente che lavora senza sosta, crea delle realtà “parallele”, immaginarie, che con il tempo si trasformano in convinzioni sbagliate. Succede così che molte situazioni che in qualche modo ci fanno stare male sono solo il frutto della nostra “fantasia”, le persone coinvolte nella maggior parte dei casi sono all’oscuro di tutto ed è proprio in questo modo che spesso si creano disagi e incomprensioni.

Ciò che ci fa soffrire, gioire, arrabbiare, tutti gli stati d’animo sono generati dai nostri pensieri che poi determinano le nostre azioni, ma una parte dei nostri pensieri sono solo il frutto della nostra mente e della nostra immaginazione. Tornando alla storia, il coniglio non poteva sapere quale sarebbe stata effettivamente la reazione dell’orso, ma lui, nella sua testa, aveva creato la sua realtà, completamente immaginaria,  convincendosi che l’orso non si sarebbe comportato da amico, e così ha reagito in base a ciò che la sua mente aveva concepito. Sicuramente se avesse continuato a pensare in maniera positiva, il suo stato d’animo non si sarebbe alterato, non si sarebbe creato delle convinzioni errate e la sua reazione sarebbe stata di gran lunga più pacifica.  

Pensiamo a tutte le volte che ci siamo convinti di una cosa, ad esempio in alcune situazioni ci siamo convinti di essere “ridicoli” quando qualcuno ci ha guardato male, la nostra mente ha percepito quelle occhiate come qualcosa di negativo e ha elaborato di conseguenza pensieri negativi; questi pensieri hanno influenzato i nostri comportamenti e hanno generato la convinzione che quando qualcuno ci guarda è perché abbiamo qualcosa che non va, senza sapere in realtà cosa l’altra persona stava pensando. Tutto dipende dal focus dei nostri pensieri, pensieri negativi generano convinzioni, stati d’animo e reazioni negative, la mente crea la sua “verità”, crea credenze e convinzioni che sono solo sue e quindi per noi rappresentano la realtà. Quando ci troviamo di fronte ad una convinzione limitante, mettiamoci nei panni del coniglietto che cammina felice per la sua strada e non permettiamo ai pensieri negativi di prendere il sopravvento.

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3 commenti su “La Storia del Coniglio e il Potere della Mente

  1. Laura Lota

    ciao Ida, è proprio vero che siamo dei testoni noi umani.. ci mettiamo in testa delle cose e a volte è difficile dire a noi stessi “e se fosse tutto un gioco della mia mente?” :-) siamo davvero bravi a complicarci la vita, la mente mente e dovremmo ricordarcelo ogni volta che abbiamo un pensiero limitante.. eppure non è così semplice! ma almeno possiamo provarci.. mi hai fatto sorridere con questa storia, grazie e grazie anche al tuo amico, ciao :-)

  2. Ida Post author

    @Sara: Brava! I tuoi bambini sono davvero fortunati…sei una super wonder-mamma! :)

    @Laura: E’ vero non è semplice annullare i pensieri limitanti…la cosa importante però è imparare a riconoscerli, perchè la consapevolezza di avere alcune credenze che ci limitano (ad esempio i pregiudizi) è il primo passo per eliminarle. Per esperienza posso dirti che con tanta buona volontà tutti possiamo riuscirci. Ciao :)

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