Vivere e Sopravvivere: c’è una Bella Differenza!

 La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti

John Lennon

 Quando mi guardo intorno, mi rendo conto di quante persone al mondo si limitano a sopravvivere, ad esistere, ad attraversare la vita passivamente come se avessero un pilota automatico che le guidi fino all’ultimo giorno della loro esistenza.

E’ triste vedere come queste persone inconsciamente viaggino alla deriva, accettando nel bene e nel male e a testa bassa tutto ciò che gli capita durante il cammino. Quando osservo queste persone mi chiedo sempre come concepiscono la vita e se hanno mai pensato che esiste la possibilità di agire per cambiare la direzione delle loro esistenze.

Credo che molte persone non abbiano nemmeno la più pallida idea che oltre alla sopravvivenza esiste la vita vera e propria, quella fatta di scelte autonome, di progetti, di soddisfazioni, di possibilità, di scoperte, di stupori, di continue meraviglie e di felicità.

E’ vero che limitarsi a sopravvivere è decisamente più comodo, perché la sola ed unica preoccupazione è quella di arrivare a domani, di avere tutte le sicurezze come un tetto sulla testa, un lavoro, un pasto sulla tavola, una macchina per spostarsi, un partner accanto e uno sport da seguire. La gente trascorre la maggior parte del proprio tempo sul posto di lavoro, rintanata negli uffici, nelle sale giochi, nei bar, nei centri commerciali o davanti alla Tv, terrorizzata dall’idea di un possibile cambiamento che gli faccia perdere tutte queste sue sicurezze. Pochi, però, sanno che c’è qualcosa di più prezioso che va aldilà delle certezze fisiche e materiali, questo qualcosa si chiama “vivere”.

Qual è la differenza fra vivere e sopravvivere?

E’ una bella domanda, ci ho pensato a lungo prima di scrivere questo articolo e sono giunta ad alcune personalissime conclusioni.

Dal punto di vista medico/scientifico, una persona è considerata  viva quando respira, quando ha un battito cardiaco ed un’attività celebrale, in base a questi parametri, dunque, possiamo dire che qui sulla terra, in questo momento, siamo tutti vivi. Essere vivi, veramente vivi, però, è qualcosa che va oltre la semplice condizione fisica; gli strumenti medici possono misurare la temperatura, la pressione sanguigna, la frequenza del battito cardiaco, ma nessuno strumento può determinare la misura dell’amore, della passione, della gioia e di tutti quegli elementi che rendono la vita ciò che è veramente.Tutti, infatti, abbiamo un battito cardiaco, ma non tutti abbiamo il cuore che batte per qualcosa, per un sogno, per una passione, per un’emozione.

La maggior parte delle persone credono che la loro vita sia qualcosa di già deciso, qualcosa che semplicemente “accade” e che non si può dunque né modificare né inventare a proprio piacimento. Questo vuol dire sopravvivere, essere cioè dei “non-morti” ma nemmeno vivi nel senso più profondo della parola.

Per trovare la differenza fra vivere e sopravvivere ho scomposto la vita nelle parti principali che la compongono:

1. La vita siamo noi stessi

Innanzitutto al centro della nostra vita ci siamo noi, con la nostra anima, il nostro corpo e la nostra mente. Tutto ciò che riguarda la nostra persona, insomma, è la nostra vita. Vivere significa prestare attenzione alla propria interiorità, comunicare con noi stessi, guardarsi dentro ed ascoltare la nostra voce interiore perché prima degli altri ci siamo noi ed il nostro essere. Molte persone ignorano la propria interiorità, dimenticandosi che anche l’anima, come il corpo, ha bisogno di cure.

Cosa fa una persona che sopravvive?

  • Mette al centro della propria esistenza tutto ciò che gli gira intorno: lavoro, problemi, casa, famiglia, soldi e tutto ciò che è materiale
  • Non presta attenzione a sé stessa, alla propria realizzazione, a quella voce interiore che gli parla e che, forse per comodità, viene subito messa a tacere
  • Si prende cura del proprio corpo ma non coltiva il suo “orticello” interiore
  • Resta attaccata alle sue cattive abitudini pur sapendo che andrebbero modificate
  • Attribuisce all’esterno la responsabilità di tutto ciò che gli succede e quindi si rassegna al fatto che non può far nulla per cambiare
  • Non ha fiducia in sé stessa e sottovaluta le proprie capacità

Cosa fa una persona che vive?

  • Dedica molto tempo alla propria crescita interiore perchè sà che qualcosa che non cresce non vive, è morta
  • Ha imparato ad amare se stessa
  • Si conosce a fondo, cerca di capire la sua vera natura ed individua tutti i limiti e le convinzioni errate per poterli migliorare nel tempo
  • Cerca di essere sempre se stessa e ha il coraggio di mostrarsi così come è senza nascondersi dietro una maschera  per compiacere gli altri
  • Crede fortemente nei propri sogni e cerca di realizzarli
  • Vive la propria vita e non quella degli altri, segue la propria strada senza farsi influenzare da nessuno
  • Cerca di introdurre nella sua vita solo abitudini positive
  • Si assume la responsabilità della propria vita e della condizione in cui si trova
  • Ha imparato ad eliminare la spazzatura dalla sua vita, ovvero tutte le influenze negative che la condizionano

2. La vita è fatta dalle persone intorno a noi

Le relazioni sono parte integrante ed essenziale della vita e anche nei rapporti con gli altri c’è molta differenza tra chi sopravvive e chi, invece, vive davvero.

Cosa fa una persona che sopravvive?

  • Dà più importanza all’esteriorità, all’apparenza, alla “facciata”
  • Non si dedica all’ascolto profondo perché troppo presa da sé stessa e dai suoi problemi
  • Coltiva dei rapporti molto superficiali accontentandosi di avere accanto qualche conoscenza o amicizia a cui far riferimento nei momenti di bisogno o per condividere un caffè, un pranzo, un’uscita.
  • Interagisce con gli altri principalmente per un interesse o per riempire uno spazio di tempo vuoto
  • Si sente carica di doveri nei confronti degli altri ed agisce sempre per adempiere a tali presunti obblighi
  • Le sue relazioni sono basate sulla gelosia e sul possesso
  • Si abbandona spesso alle critiche ed ai pettegolezzi
  • Non ha tempo per essere gentile con gli altri, per dedicargli cura ed attenzione

Cosa fa una persona che vive?

  • Coltiva con attenzione le proprie relazioni sociali, scegliendo con cura le persone che vuole accanto
  • Stabilisce dei legami più profondi ed empatici che vanno oltre l’aspetto esteriore
  • Dimostra sempre di appezzare la presenza delle persone che gli stanno accanto, di amarle senza volere nulla in cambio, di perdonarle senza covare rancore perché è troppo impegnato a vivere per avere il tempo di odiare
  • Ha una grande capacità di ascoltare gli altri  senza però giudicarli o criticarli
  • Stabilisce relazioni d’amore e di amicizia basate sulla totale libertà
  • Ha smesso di criticare gli altri ma cerca, invece, di vedere sempre i lati positivi di una persona e di esaltarne le doti
  • E’ disposto a rinunciare ad una parte del suo tempo per aiutare chi è in difficoltà
  • Ha sempre un gesto o una parola gentile per tutti

3. La vita è tempo

Il flusso del tempo (passato, presente e futuro) compone la nostra esistenza. La nostra vita si è svolta nel passato, si sta svolgendo ora nel presente e si svolgerà nel futuro. Logicamente non possiamo vivere contemporaneamente nelle tre fasi, l’unico tempo in cui possiamo vivere è solo adesso.

Cosa fa una persona che sopravvive?

  • Getta continue occhiate al suo passato e vive di rimorsi e di sensi di colpa
  • Si preoccupa continuamente ed eccessivamente per il futuro
  • Si focalizza su problemi banali
  • Dimentica di apprezzare e di godere di ciò che ha nel momento presente, anzi tenta di sfuggirgli a tutti i costi
  • Considera il presente come un passaggio momentaneo, un semplice mezzo per raggiungere il futuro
  • Non riesce a perdonare i torti subiti o gli errori commessi in passato
  • Trascorre la maggior parte del suo tempo a preoccuparsi, a covare rabbia e rancore

Cosa fa una persona che vive?

  • Si concentra sul presente perché sa che questo è l’unico momento che ha tra le mani
  • Dimostra gratitudine per tutto ciò che ha adesso
  • Non si lascia paralizzare dai pensieri negativi o dagli eventi su cui sa di non avere alcun controllo
  • Ha imparato a godersi la vita, ad apprezzare anche le cose più piccole e a trovare la gioia anche nei momenti più semplici
  • Accetta il passato perché sa che non può essere né modificato né cancellato
  • Ha smesso di preoccuparsi e di vivere nell’angoscia del futuro

4. La vita è azione

Possiamo immaginare una vita stando fermi? No, perché vivere vuol dire anche agire, muoversi, crescere. Certo, tutte le persone si muovono continuamente, corrono da una parte all’altra, partecipano alla vita sociale, lavorano, ma anche qui c’è una grande differenza fra chi vive e chi sopravvive. Si può agire per necessità, si possono fare milioni di cose durante la giornata e avere una vita super impegnata, ma in tutto questo non vivere nemmeno per un secondo.

Cosa fa una persona che sopravvive?

  • Si lamenta della routine quotidiana ma continua a fare sempre le stesse cose ogni giorno
  • Si lascia travolgere dai mille impegni della giornata senza fermarsi a chiedersi “ perché faccio questo?”
  • Detesta il suo lavoro ma non fa nulla per cambiarlo
  • Consuma molto tempo in attività superficiali ed inutili (Tv, social network, pettegolezzi ecc ) e si lamenta perché non ha tempo libero a sua disposizione
  • Vive nella perenne attesa che succeda qualcosa o che arrivi qualcuno che gli cambi la vita
  • Ha paura di uscire dalla zona di comfort in cui vive perché teme le novità e tutto ciò che non conosce
  • Rimanda continuamente a domani tutte le cose che ha paura di affrontare oggi
  • La maggior parte delle cose che fa durante la giornata, le fa malvolentieri

Cosa fa una persona che vive?

  • Coltiva un hobby che gli da piacere e soddisfazione
  • Ama il suo lavoro
  • Si dedica con passione ed entusiasmo a tutte le sue attività
  • Stabilisce un ordine di priorità delle cose da fare, lasciando fuori tutte le attività inutili
  • Organizza al meglio la propria giornata per avere più tempo libero per sé
  • Cerca continuamente occasioni di cambiamento quando non è soddisfatta della sua condizione
  • Non ha paura di fare nuove esperienze

Allo stato attuale: in quale descrizione ti riconosci? Quante mattine ti svegli felice di essere vivo  e di affrontare un nuovo giorno?  Quante notti ti addormenti soddisfatto di te stesso e di come hai trascorso la giornata?

Nessuno può scegliere dove e quando nascere né quando e come morire, ma tutti noi abbiamo la possibilità di scegliere se vivere o semplicemente esistere; questa è la scelta più importante che puoi fare ora perché la vita non si perde solo quando si muore, la vita si può perdere anche continuando a vivere e questa è la cosa più triste che può accadere ad un essere umano.

Se ti rivedi, quindi, nella descrizione della persona che sopravvive vuol dire che è arrivato il momento giusto per cambiare la tua condizione, per cominciare finalmente a dire di si alla vita e capire che la vita vera, la felicità vera sono tutte quelle cose che scorrono sotto i tuoi occhi mentre sei distratto o occupato a fare altro.

12 commenti su “Vivere e Sopravvivere: c’è una Bella Differenza!

  1. Valentina

    Mi e’ piaciuto molto leggere quest’articolo.. Soprattutto, mi ha aiutata ad identificare più’ chiaramente i miei punti di ‘sopravvivenza’. Leggendo ero molto soddisfatta di far parte della lista del ‘vivere’ per diversi punti..poi andando avanti, sono arrivata alla parte ‘La vita e’ azione’, e diciamo che li’… facevo proprio parte del ‘sopravvivere’!
    E’ una cosa molto piccola, ma dovevo prendere diversi appuntamenti per fare visite e documenti. Ho rimandato taaanto tempo, ma – mentre leggevo l’articolo, sentendolo, vedendolo chiaramente scritto davanti a me, ho interrotto la lettura, alzato il telefono, e fatto tutto! Sono cose piccole, ma le solite che mi bloccano e che evito di fare, trascinandomi dietro.. Dunque Grazie.
    Inoltre, sto cominciando a notare, che mi lamento parecchio, che vivo nel passato e nel futuro, e che non mi godo il presente.. Su questo devo ancora vedere le cose meglio, ancora non ho imparato. Come informazione la capisco, ma ancora non ho imparato a viverla. In alcuni momenti si, ma spesso no.
    Grazie per l’articolo, Ciao!

    1. Ida Post author

      Ciao Valentina!
      L’azione è il punto debole un po’ di tutti, perché quando si tratta di dire una cosa, con le parole siamo mooolto bravi, ma poi nel momento in cui si deve agire ecco che tanti si tirano indietro! Invece vedo che tu hai compreso benissimo l’importanza di concretizzare, di attuare e non soltanto di fermasi a pensare sulle cose che si dovrebbero o vorrebbero fare e rimandarle a tempo indeterminato..forse anche a vita! E’ una buona abitudine fare le cose “a caldo” cioè subito nel momento in cui ci vengono in mente, penso che ti sei resa conto che non ci voleva molto a fare quelle telefonate :)
      Per fare le cose, grandi o piccole che siano, la prima regola è avere la forza di volontà, perché solo questa ci spinge a muoverci, a cambiare, a fare..mentre l’inerzia porta con sé solo frustrazione ed avvilimento e ci lascia fluttuare sempre intorno allo stesso punto. La sopravvivenza è inerzia allo stato puro.
      Imparare a vivere nel presente è una cosa su cui anche io sto lavorando, anche in questo caso ci vuole molta pratica perché siamo sempre stati abituati a vivere in qualsiasi tempo tranne che nell’adesso…comunque prossimamente scriverò un articolo anche su questo!
      Per ora ti auguro di vivere, vivere, vivere, ogni singolo giorno della tua vita!
      Ida

  2. Renzo

    L’azione è necessaria per raggiungere un obiettivo o un risultato, se manca l’azione fisica non si potrà mai raggiungere il risultato desiderato. Inoltre, prima dell’azione, ci dobbiamo convincere totalmente che il nostro obiettivo lo possiamo benissimo raggiungere, è alla nostra portata. Quello che molto spesso ci blocca, non facendoci agire, sono i pensieri e le emozioni negative che facciamo e che abbiamo nel nostro inconscio. Pensieri negativi ed emozioni negative su di noi e sul mondo esterno sono delle zavorre che ci impediscono di spiccare il volo e vivere finalmente la vita che più ci piace.
    Anche io, come molti, devo ancora lavorare molto per sbarazzarmi di tutta questa spazzatura che c’è ancora nel mio inconscio…
    I miei unici rimpianti della vita sono quelli nei quali, purtroppo, non ho trovato la forza di agire… E quindi non ho raggiunto alcun risultato.
    Per questo mi piacciono tantissimo due aforismi di Michael Jordan:
    “Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci.”
    “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”
    Renzo

    1. Ida Post author

      Ciao Renzo,
      partire con un atteggiamento positivo è sicuramente la cosa più importante che determina il raggiungimento o il fallimento di un obiettivo. L’azione è la conseguenza di un pensiero e se la base di partenza è un pensiero negativo automaticamente anche l’azione che segue sarà negativa. E’ un concetto molto semplice, se vogliamo anche banale, ma anche difficile da mettere in pratica. La differenza tra chi riesce a raggiungere ciò che desidera e chi invece non ce la fa è proprio l’atteggiamento mentale di partenza, poi entra in gioco l’azione ed in questo caso solo chi ci crede davvero può riuscire a farcela.

      Ti lascio anche io un aforisma molto interessante del Dalai Lama “quando perdi non perdere la lezione” questo per dire che anche le esperienze negative, nel tuo caso i rimpianti dovuti al fatto che non hai avuto la forza di agire, non sono inutili ma ti hanno insegnato qualcosa, e questo insegnamento devi farlo tuo per evitare di ricadere nello stesso errore e di caricarti di ulteriori rimpianti.
      Io credo che con la forza di volontà si può davvero fare tutto, un passo per volta, cominciando a salire il primo gradino.

      Un abbraccio, Ida.

  3. Giuliana

    Ciao Ida cara,
    bellissimo articolo come sempre.

    Io credo di essere a metà: per tante cose vivo, per altre invece no, forse per colpa di quella dannata paura che spesso abbiamo di non riuscire ad essere in grado di raggiungere i nostri obiettivi.
    Sarò capace? E se non fossi abbastanza brava? E se gli altri fossero più bravi di me? Nonostante la vita mi abbia insegnato che, se si desidera veramente qualcosa e si fa l’impossibile per ottenerla, solitamente la si ottiene… a volte tentenno lo stesso, impaurita difronte alla possibilità di realizzarmi per davvero, come se temessi di esprimermi al massimo e di essere davvero felice.

    Vedo poi che con il passare degli anni le paure un po’ aumentano, forse perchè diminuiscono le certezze e crescono invece le responsabilità nella vita. Io cerco di crescere ogni giorno di più, e di riflettere sulle azioni che compio; sono quindi contenta del fatto che, pur sbagliando, assumo la consapevolezza degli errori che commetto, ci rifletto sopra, mi chiedo cosa posso fare per correggerli.

    Credo sia davvero difficile riuscire a vivere al 100%, ma ammiro chi ci riesce, chi riesce a liberarsi da ogni vincolo e paura e a spiccare il volo, libero e leggero…

    Un abbraccio forte,
    Giuliana

    P.S. Ho ricevuto la tua mail, aspetto una buona ispirazione per scriverti :)

    1. Ida Post author

      Carissima Giuly,
      hai evidenziato una cosa molto importante che riguarda la paura di realizzarsi e di essere felici. Paradossalmente la realizzazione e la felicità sono cose a cui tutti aspirano ma allo stesso tempo, quando ci si rende conto che si è ad un passo dal loro raggiungimento, ecco che cerchiamo di scansarle in tutti i modi possibili……è un bel controsenso!
      E’ come dire: Voglio essere felice ma ho paura che davvero lo diventi così faccio di tutto per non esserlo :) Quando vediamo che la realizzazione è lì a portata di mano allora cominciamo a farci tutte le domande che anche tu hai espresso: “Sarò capace? E se non fossi abbastanza brava? E se gli altri fossero più bravi di me?” perché cerchiamo una scusa per giustificare la nostra “paralisi”. Tutte queste domande sono basate su un’unica cosa: il paragone con gli altri. Secondo me la cosa che più ci blocca non è tanto la paura di non farcela (o di farcela) ma di non essere “all’altezza” degli altri, di non essere mai abbastanza…ma abbastanza per chi? Oppure rispetto a chi o a cosa?
      Io credo che ognuno debba fare il proprio personale percorso senza termini di paragoni e senza crearsi un modello immaginario da raggiungere.
      Hai ragione Giuly, più si va avanti e più le responsabilità della vita aumentano, forse però diamo alla parola “responsabilità” un senso troppo negativo..in fondo quando queste aumentano vuol dire che anche noi stiamo crescendo, ci stiamo evolvendo e non siamo sempre allo stesso punto..solo una persona che rimane statica non vede aumentare le proprie responsabilità..quindi, magari guardandola da questa prospettiva, l’aumento delle responsabilità è un evento positivo e quindi non deve mettere alcun timore!

      Ti mando un fortissimo abbraccio! Che l’ispirazione sia con te :)

  4. assunta Ielapi

    La vita è una avventura ricca d’incontri che ti danno .l’opportunità di crescere e maturare, sta a te, a me, decidere se vivere assaporando il gusto unico della conoscenza e della ricerca di libertà. Credo di vivere, questa è una scelta,che ho fatto vivendo, giorno dopo giorno, non è facile, ma se ti guardi dentro le scelte sono obbligate e motivate, ho imparato a non lamentarmi,ho imparato a dare priorità all’essenza, so dare attenzione al di fuori dei miei affetti, so che gli altri sono umanità come me e devo contribuire a migliorare questo mondo, e El mio piccolo ci provo, amo il mio lavoro insomma credo di vivere quasi appieno, qualche catena ancora non sono riuscita a spezzare

  5. Rocco Laurino

    Ciao Ida complimenti l’articolo è davvero molto bello. Penso che il punto riguardo l’azione sia quello più subdolo. Spesso pensiamo che affannarci dietro mille cose sia il modo migliore per vivere a pieno ma probabilmente è il modo peggiore di sopravvivere.
    A presto

    1. Ida Post author

      Ciao Rocco,
      il tuo punto di vista sull’azione è molto interessante! Come dire “Less is More” anche in questo caso :)
      Un saluto, Ida

    2. marianna

      Sono anni che cerco la giusta via di mezzo: azione ma non stress; liberta’ ma non egoismo; lavoro ma non schiavitu’; senso di responsabilita’ ma non ansia. Ma non ci riesco. Sono infelice. Mi sento schiava degli obblighi sociali, una maschera triste. Mi sento sola in un mondo con idee diverse dalle mie…

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